la proposta: «I nostri producono ricchezza da generazioni»

PORDENONE - La proposta è di quelle che faranno discutere, dividono e sollevano polemiche perchè per alcuni la linea di confine con la discriminazione si confonde, per altri è già superata. Ma Danilo Narduzzi, pordenonese di Roveredo in Piano, capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, non ha dubbi: «Se proprio sarà necessario arrivare agli esuberi Electrolux, allora la scure dei tagli non si abbatta sui lavoratori pordenonesi. Se qualcuno deve andare a casa e perdere il lavoro, siano gli stranieri».
Dritto al bersaglio, senza tergiversare, il leghista apre anche un altro fronte e sulla sua proposta chiede alleanze. Pure al sindacato. «Mi rivolgo proprio alle organizzazioni sindacali e alla giunta regionale - spiega - per proporre un patto di solidarietà a tutela dei lavoratori. Naturalmente - va avanti - a iniziare dai cittadini locali. Non sarebbe ammissibile scaricare la crisi sulle spalle dei pordenonesi. Se proprio sarà necessario intervenire sugli organici - affonda - siano preservati i nostri concittadini».
Il capogruppo padano motiva anche la sua scelta abbassando l’asticella della tolleranza. «Tutti gli statisti, negli ultimi anni, hanno applicato lo stesso paradigma che punta alla tutela dei cittadini autoctoni: la differenza è che se lo fa Obama, si parla di una misura necessaria in tempi di crisi, se lo propone qualche altro soggetto si levano le solite accuse di razzismo. Chiedo ai sindacati di farsi portatori delle istanze dei nostri lavoratori. Dal punto di vista sociale è l’unica via percorribile».
Narduzzi auspica anche la collaborazione delle organizzazioni sindacali. «Cisl, Uil e Cgil e tutte le altre sigle sindacali formino uno schieramento compatto a difesa dei lavoratori italiani anche perchè le multinazionali, come da prassi ormai consolidata, si insediano in un territorio, ne prosciugano la forza lavoro e si trasferiscono poi in Paesi dove maestranze e manodopera costano meno. In pratica arrivano, realizzano lauti profitti ma, alla prima difficoltà, sono pronti a rifilare i costi sociali al territorio. È inaccettabile. Credo che su questo i sindacati e il mondo politico, indipendentemente dalla collocazione, debbano alzare la testa. I nostri lavoratori, che da diverse generazioni producono ricchezza per il Paese e per il nostro territorio, devono necessariamente essere tutelati. È chiaro che sarebbe auspicabile scongiurare qualunque ipotesi di licenziamento in termini assoluti - conclude Narduzzi - ma è altrettanto evidente che, se dovessimo arrivare a una razionalizzazione, non potranno essere i nostri lavoratori a subire i contraccolpi di questa crisi».
BENE...BRAVI... BIS
Ma non sarebbe invece molto più giusto che questo signore(???) anzichè sparare a zero e trovare queste "illuminanti" soluzioni da"Terzo Raich"(è forte come espressione ma è per rendere meglio l'idea) si impegnasse con la ELETTROLUX a cercare una soluzione per risolvere la crisi nell'interesse di tutti i lavoratori perchè,credo che gli extracomunitari, come vengono definiti, non siano la maggioranza degli operai e poi se sono stati assunti significa una sola cosa , che c'era bisogno di mano d'opera e che a molti dei pordenonesi non interessava quel lavoro... e poi con che coraggio si butta una persona fuori dicendogli:" tu sei licenziato perchè sei nato in Africa" ... (BRRRRRRR)Una domanda ed una riflessione: quando gli italiani sono partiti durante le grandi migrazioni transoceaniche (" partn e bastiment") e durante le migrazioni nel nord Europa, hanno ricevuto simili trattamenti? E se anche li avessero ricevuti,ci si comporta allo stesso modo? Mi risulta che moltissimi partirono anche dalle regioni del nord... è vero, oppure mi confondo? A quando le carrozze dei treni per gli immigrati?
Capisco che il problema si fa sentire... ma davvero questa vi sembra la soluzione giusta?
E se la Electrolux decidesse di delocalizzare ...magari in Africa?
E la "razza ariana" fosse costretta ad emigrare.. . per un tozzo di pane?
Ragazzi... stiamo davvero esagerando.
Datevi una regolata. O qui affonda tutto, l'umanità distrugge se stessa e ritorna allo stato bruto.