“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare”. (Bertolt Brecht)

giovedì 18 dicembre 2008

PD NELLA BUFERA....... mah allora PD o PDL è la stessa "minestra"?




Pescara, Potenza,Napoli....... uomini dl PD arrestati, indagati, sospettati..... COSA SUCCEDE?


Io sono campana, vivo in questa bellissima e allo stesso tempo maledettissima terra, qualcosa lo sospettavo, sapevo che la politica era scesa nella melma.......tutta...... forse ingenuamente speravo di sbagliarmi .... ma ora? VIA TUTTI!!!


Se il PD vuole ancora fare politica, se vuole rappresentare il popolo della sinistra allora faccia una netta scelta...... PULIZIA, PULIZIA,PULIZIA... nel vero significato della parola ed in tutti i sensi.


Via dal partito i corrotti ,i condannati e gli indagati...... io non voglio stare in un partito che st diventando la copia del PDL

Faccia indagare sui deputati coinvolti, mandi via i corrotti della giunta napoletana, facci fare una seria riflessione alla sindaca e valuti se è il caso di restare.......non facciamo ' e pullecenella"


Attendo con ansia gli sviluppi.


Lui DISSE,tra le altre tante idee:





"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."(Enrico Berlinguer)


IL SUO PENSIERO E' PIU' ATTUALE CHE MAI.

Cosa direbbe ora?

Ai"dirigenti" PD, riappropriatevi degli insegnamenti di ENRICO BERLINGUER


PS.
Mi scuso con tutti i miei amici e tutti i visitatori di questo blog per il periodo di silenzio.
Ho avuto problemi con il pc, non ancora completamente risolti,(da tre computer in casa ci siamo ridotti ad uno che funziona a malapena) inoltre il tempo non basta mai poichè, oltre al mio lavoro ho deciso di completare la Laurea specialistica,quindi per gennaio ho due esami da studiare......(io "senza i casini" e le complicazioni non so stare... ...
Ringrazio tutti quelli che hanno lasciato un commento alla vigilia del mio viaggio in Spagna.
E' stata una bellissima esperienza, Oviedo è una città meravigliosa, forse poco conosciuta, ma attrezzatissima , pulitissima e... funzionale dal punto di vista sociale.
Gli spagnoli,lo sapete, sono gente solidale ed ospitale...... mi hanno chiesto della politica italiana, di come mai gli italiani possano mandare al governo un signore di nome Berlusconi , patron dell'editoria con un conflitto di interessi grande come l'oceano..... cosa ho risposto? Che non capisco i miei connazionali......
A dire il vero, con tutto quello che sta succedendo in Italia, non so più veramente a chi credere.
Ciao a tutti, alla prossima.




















































































martedì 11 novembre 2008

Vi Saluto



A tutti i miei amici blogger che in questi giorni visiteranno questo spazio avviso che il blog sarà fermo per 7 giorni. Sono fuori Italia per un viaggio di lavoro in Spagna, precisamente nel nord nella regione delle Asturie nell'ambito del progetto europeo Comenius per scambi multiculturali e osservazione/confronto dei sistemi scolastici.Ci confronteremo anche con partners dell'Estonia e della Turchia.


Spero che sarà un viaggio proficuo satto tutti gli aspetti.
Al ritorno vi metterò al corrente anche su come vedono il nostro Paese in Spagna rilevato dalla mia esperienza personale.
Un abbraccio a tutti. Vi voglio bene!

sabato 8 novembre 2008

"Sorry Usa, sorry Obama, che vergogna" Sul blog del NYTimes le scuse degli italiani


Da Berlusconi scuse non ne arrivano, ma sono una valanga quelle riversate sul blog The Caucus del New York Times, a firma di italiani indignati, cui la "carineria" del premier - che volendo fare un complimento, ha poi spiegato, ha definito Barack Obama "abbronzato" - non solo non fa ridere, ma risulta offensiva e sollecita uno sfogo immediato in rete. I
l blog a commento dell'articolo della corrispondente Rachel Donadio sulla battuta di Silvio Berlusconi nei confronti del neo-presidente eletto degli Stati Uniti è stato preso d'assalto dai lettori - tra cui, appunto, moltissimi italiani - che hanno postato le loro opinioni in 64 pagine di interventi. "Sono italiana e il mio inglese è terribile ma MI DISPIACE per il presidente Obama.
Il primo ministro Berlusconi non è il mio primo ministro", scrive in inglese Rossana, post numero 1576. Subito sotto di lei Giuseppe ricorda altri commenti, che potrebbero essere sfuggiti al pubblico americano, "pronunciati da ministri del governo italiano: 1) Al Qaeda è ora contenta per la vittoria di Obama. 2) La politica economica di John McCain era migliore di quella di Barack Obama... Sono estremamente spiacente - scrive anche lui in inglese - ma per favore, cercate di non dimenticare che la maggior parte degli italiani non sono così idioti come loro". Christian, in un inglese un po' maccheronico ma sicuramente spontaneo propone uno scambio: "Voi ci date Obama, noi Berlusconi....please please...". Piersimone, invece, è laconico: "Sorry Usa, Sorry Obama". Qualcuno offre spiegazioni sociologiche: "Vengo dal sud Italia e nel mio paese è assolutamente normale usare un linguaggio offensivo su questioni di razza e di donne. Il nostro primo ministro offre un buon esempio della mentalità di qui", spiega Pierfrancesco.
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I toni possono variare ma il messaggio imbarazzato è sempre lo stesso: "Scusateci per queste parole stupide" (Laura), pronunciate da un "piccolo, stupido, uomo" (Ciro Oddo, messaggio numero 1527), "Dio benedica Obama e lasci Berlusconi fuori dal nostro governo". "Mi dissocio. In questo momento mi vergogno di essere italiana", scrive ancora Mirella, 28 anni.
O Save, che scrive da Padova: "Sono un altro italiano, volevo dirvi scusa da parte del nostro primo ministro. Mi vergogno". E Gigi: "In Italia abbiamo un virus pericoloso...E' Berlusconi".
Un vero e proprio sfogo collettivo sul web che in poche ore ha intasato il blog sul sito del quotidiano di New York, su cui ora appare una scritta che avverte: "Non si possono più accettare commenti".
L'ultimo post pubblicato è quello di Vale e Erica: "Siamo due ragazze italiane e non abbiamo parole per descrivere la stupidità di Berlusconi... Eppure la gente qui continua a credere alle sue promesse vane. Chiediamo scusa per "the biggest idiot of Italy, 'our' Silvio".
fonte Repubblica.it
E ha fatto un'altra figura da cialtrone , lui che chiama imbecilli gli altri, non si rende neanche conto di quanto lo considerano anomalo all'estero.... con quest'altra uscita ha dimostrato un'infinita arrogante stupidità.
Questo il mio commento postato su the caucus:
I apologize for that stupid quell'arrogante a flock of sheep has to govern my country. Obama and best wishes to all Americans. What is a beautiful sunrise.

mercoledì 5 novembre 2008

IL SOGNO AMERICANO........ IL SOGNO DEL MONDO



Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella
quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle,ma per le qualità del loro
carattere. Ho un sogno, oggi! Martin Luther King, discorso pronunciato a Washington il 28 agosto 1963
IL SOGNO DI MARTIN LUTRHER KING SI E' AVVERATO TRA IL 4 E IL 5 NOVEMBRE 2008

La vittoria di Barack Obama segna quella svolta democratica di cui l’America necessita. Gli elettori americani hanno chiesto un cambiamento infatti i grandi elettori attribuiti a Obama sono 349 mentre McCain ottiene solo 147 grandi elettori. Il candidato democratico è il primo uomo di colore a conquistare la presidenza degli Stati Uniti è un risultato storico per l’America.
Ed ora Barak cambierà il volto dell'America.

Ed ora Barak porterà più giustizia e più umanità.
La speranza è che tutto il mondo cambierà.

Il Discorso di Obama dopo la vittoria.
Tutti i Paesi occidentali si sono congratulati, da tutti parole di apprezzamento e di speranza.

Solo dall'Italia un certo gasparri(minuscolo d'obbligo) ha parlato per dare aria ai denti......che pochezza,che miseria....... lasciamolo sparlare, ogni cosa detta da gasparri si prenda per quel che è ..."mina vagante al colmo del ridicolo".
W LA DEMOCRAZIA. W LA LIBERTA'. W BARAK OBAMA.


martedì 4 novembre 2008

Dell'Utri, la mafia e il fascismo


Non perde occasioni Marcello Dell'Utri per tacere, ormai si sente sdoganato, può parlare a ruota libera, anche dopo le sortite di Licio Gelli.

Ha dichiarato che alcuni dirigenti della Rai sono troppo a sinistra, allora li dovrebbero eliminare. Vorrebbe, forse, tutti come Bruno Vespa che serve sempre i padroni di turno.

Sulla mafia, praticamente ha affermato che lo Stato spende troppo, lui non vede in positivo il rapporto costi benefici. Allora perchè non risparmiare?

Ma la" perla di saggezza" viene fuori quando parla del fascismo: - ai tempi del fascismo c'era più ordine - dichiara il senatore pidiellino,condannato in primo grado per reati mafiosi .

Non c'è che dire, piano piano stanno venendo fuori i veri obiettivi del neofascismo imperante che vorrebbe combattere la mafia con meno risorse e con a capo delle istituzioni uomini in odore di Cosa nostra.

Sempre più spesso mi vergogno di vivere in un Paese come l'Italia che permette a certi soggetti di occupare posti nelle istituzioni quando, invece dovrebbero stare da tutt'altra parte.

Le dichiarazioni complete le trovate a questo link


domenica 2 novembre 2008

ED ORA IL PIANO SI PUO' CONSIDERARE UFFICIALE






Il piano di rinascita di Licio Gelli
Quando Gelli parla di Berlusconi, è lapidario: "Ha preso il nostro Piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto", dichiara all'Indipendente nel febbraio 1996. Il Piano di rinascita democratica era il programma politico della P2. Fu sequestrato all’aeroporto di Fiumicino nel sottofondo malamente camuffato di una valigia di Maria Grazia Gelli, figlia di Licio, che stava tornando in Italia da Nizza.

Il documento è databile attorno al 1976. Dopo averli fatti rinvenire, Gelli ha avuto cura di introdurre nuovi elementi di confusione precisando, nel giugno del 1984, che il Piano di rinascita non è mai esistito. Esso era solo un insieme di appunti che dovevano servire da scaletta per una serie di articoli e relazioni. "Non era altro – dirà lo stesso Gelli - che un'esposizione sullo stato della nazione, lecita per qualsiasi cittadino che voglia esprimere il suo punto di vista sull'andamento generale del paese".

Sta di fatto che, rileggendo oggi questo piano, esso risulta profetico.

Prevede, infatti, di "usare gli strumenti finanziari per l'immediata nascita di due movimenti l'uno sulla sinistra e l'altro sulla destra". Tali movimenti "dovrebbero essere fondati da altrettanti club promotori". Nell'attesa, il Piano suggerisce che con circa 10 miliardi è possibile "inserirsi nell'attuale sistema di tesseramento della Dc per acquistare il partito". Con "un costo aggiuntivo dai 5 ai 10 miliardi" si potrebbe poi "provocare la scissione e la nascita di una libera confederazione sindacale". Per quanto riguarda la stampa, "occorrerà redigere un elenco di almeno due o tre elementi per ciascun quotidiano e periodico in modo tale che nessuno sappia dell'altro"; "ai giornalisti acquisiti dovrà essere affidato il compito di simpatizzare per gli esponenti politici come sopra".

Poi bisognerà: "acquisire alcuni settimanali di battaglia", "coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso un'agenzia centralizzata", "coordinare molte tv via cavo con l'agenzia per la stampa locale", "dissolvere la Rai in nome della libertà d'antenna"; "punto chiave è l'immediata costituzione della tv via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese".

La giustizia va ricondotta "alla sua tradizionale funzione di equilibrio della società e non già di eversione". Per questo, è necessaria la separazione delle carriere del pubblico ministero e dei giudici, "l'istruzione pubblica dei processi nella dialettica fra pubblica accusa e difesa di fronte ai giudici giudicanti", la "riforma del Consiglio superiore della magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento".

Molto è già stato realizzato. Per il resto si vedrà.

Che fine hanno fatto gli altri "fratelli" di loggia?

Alcuni hanno fatto proprio una brutta fine.

Sindona, dopo essere stato condannato per l'omicidio di Giorgio Ambrosoli, è morto in carcere, per una tazzina di caffè al veleno. Il suo successore nella finanza d'avventura, Roberto Calvi, tessera numero 1624, ha gettato la più grande banca italiana, il Banco Ambrosiano, nelle braccia della P2 che gli ha sottratto un fiume di miliardi e lo ha fatto finire in bancarotta; alla fine, il 18 giugno 1982, è stato trovato penzolante sotto il ponte dei Frati neri, a Londra. Mino Pecorelli, tessera 1750, giornalista in contatto con i servizi segreti, direttore di Op e piduista anomalo che voleva giocare in proprio, è stato crivellato di colpi nella sua automobile, il 20 marzo 1979.
Ecco il piano di rinascita di Gelli (da www.misteriditalia.com)

Il PIANO CHE SI STA REALIZZANDO, lo dice Gelli : l'unico che può portarlo avanti è Berlusconi.

Un piano di " ordine" fascista, d'altronde dice Gelli: sono nato fascista e morirò fascista.E allora un fascista potrebbe mai non auspicare un ordine fascista? Meditare gente, MEDITARE.



venerdì 31 ottobre 2008

L'Italia dice no al furto culturale




Siamo partiti in pullman alle 6.00” armati”di bandiere e striscioni.
Già nel mezzo di trasporto abbiamo iniziato a scandire slogan intervallati da battute sommesse delle mani cercando di non alzare la voce per non disturbare troppo l’autista: Berlusconi,pezzo di m….,Gelmini vaffa…..,La scuola è di tutti,Giù le mani dalla cultura, Sul sapere non facciamo sconti. Eravamo "arrabbiati" scandivamo le frasi pur coscienti che in pullman erano, diciamo,inutili.......
Gelmini,gelmini regina dell’ignoranza ecc ecc. Via spediti verso Roma ma già sull'autostrada ci siamo subito resi conto che saremmo arrivati con un notevole ritardo visto che, per la presenza di tantissimi pullman, si procedeva a rilento. Una sola sosta. Anche l’autogrill era intasato di mezzi e di gente, file enormi per le toilette e per un caffè….. alla fine siamo ripartiti rinunciando al caffè ma supercaricati poiché ci siamo accorti che l'onda avrebbe sommerso la Capitale.
Non importava che non si fosse conquistato la testa del corteo, per noi era importante esserci.

Il nostro autista ha deviato e ci ha fatto scendere, prima con il tram,poi a piedi abbiamo raggiunto le strade stracolme di persone.
Diversi pullman sono rimasti bloccati sul Grande Raccordo Anulare, le Metro erano gremite di giovani che cantano con i genitori che li accompagnano. Docenti, ma anche anziani, affollavano i vagoni che si dirigevano a Piazza della Repubblica.

La Piazza era strapiena di persone, i colori degli striscioni stridevano col grigio delle nuvole e i cori non cessavano mai. “La Cultura fa paura”. Non passavano inosservati striscioni e manifesti di protesta, e tra i tanti ne ho individuato uno veramente ben fatto: quello della “Beata Ignoranza”.Un’immagine–santino della gelmini(si gelmini con letterina minuscola) con tanto di preghiera dietro l’effige


Ma lo sciopero non ha coinvolto solo la città di Roma.

Dalle Alpi al Gennargentu, la protesta è dilagata.

Un milione di persone a Roma,200 mila a Milano, 50 mila a Torino, 30 mila a Genova, 50 mila a Palermo, 20 mila Catania, 40 mila a Bologna, 10mila a Venezia, Messina e Trapani e poi Napoli, Cagliari, Catanzaro, ecc. ecc È una marea umana quella che si è riversata nelle città italiane in occasione dello sciopero generale della scuola indetto dai sindacati confederali insieme a Gilda, Snals Confsal scuola. Dopo settimane di mobilitazione montante e con l’approvazione definitiva data dal Senato al decreto Gelmini [ora legge dello stato] il dissenso si è riversato spontaneamente nelle piazze, lasciando deserte scuole e università [l’adesione allo sciopero ha raggiunto circa il 90 per cento, fanno sapere i sindacati].

Era raggiante Domenico Pantaleo, il segretario della Flc Cgil, che da piazza del Popolo, dove si è concluso il corteo romano, ha “ammonito il governo”: “le piazze non si fermeranno finché non verranno rivisti i decreti sulla scuola – ha detto dal palco Pantaleo – e per questo chiediamo a Gelmini e a Berlusconi di avere rispetto della protesta. Perché è nelle piazze che sta il Paese vero, quello che chiede un futuro diverso che non sia fatto di precarietà”. Dalla testa del corteo romano, Pantaleo aveva parlato di una “manifestazione straordinaria per la partecipazione e per l’articolazione dei soggetti, perché ci sono le organizzazioni sindacali, i lavoratori, le famiglie, gli studenti”.

Un’articolazione estremamente varia – in effetti- quella della piazza romana. Professori, studenti e moltissimi universitari – partiti in corteo dalla Sapienza, dove varie facoltà sono tuttora occupate e dove l’assemblea d’Ateneo degli studenti in mobilitazione ha discusso delle aggressioni condotte il giorno prima dello sciopero dai militanti del Blocco studentesco ai danni di alcuni studenti medi in piazza Navona. “Ribadiamo con forza che il movimento che in queste settimane sta travolgendo il Paese – hanno scritto gli universitari della Sapienza – non accetta alcun tipo di strumentalizzazione, men che meno da formazioni di stampo squadrista e razzista, che nulla hanno a che fare con la composizione degli studenti in mobilitazione.

La nostra indipendenza e irrappresentabilità va di pari passo con il nostro anti-fascismo”.E’ stato impossibile contenere la marea, o meglio l’onda scesa in piazza , all’interno del percorso del corteo: i manifestanti hanno bloccato l’intera città. Centinaia di migliaia di studenti- partiti dalle scuole occupate e dalle università – si sono recati davanti al ministero dell’Istruzione. “Migliaia di studenti hanno deciso di seguire percorsi alternativi da quello ufficiale – raccontavano dal corteo – sia per differenziarsi dalla piattaforma sia perché c’è un livello di proliferazione incontenibile dal percorso stabilito. E’ una risposta forte anche rispetto alle provocazioni di piazza Navona". Il ministero è stato simbolicamente circondato dal corteo di studenti e poi via verso Piramide,Trastevere e infine la città universitaria.

Dalla mia città sono partiti più di 150 pullman. si calcolano quasi diecimila persone a Roma , chi è rimasto in città ha dato vita ad un'altra manifestazione, come ormai accade da giorni,
Napoli, infatti, mi hanno riferito i miei amici rimasti in città e poi dal TG rai regione,è stata attraversata da diverso piccoli cortei che hanno bloccato il centro storico,soprattutto a ridosso della zona universitaria. Li ,hanno seguiti assemblee nelle università occupate: L’Orientale, Veterinaria, le facoltà di Lettere e Sociologia della Federico II e Palazzo Corigliano.

UNA VERA E PROPRIA PACIFICA RIVOLTA CONTRO IL FURTO DELLA CULTURA.

LA SCUOLA E' IL FIATO, L'ELEMENTO VITALE DELLA SOCIETA'

NOI NON MOLLEREMO MAI.

domenica 26 ottobre 2008

Una bellissima manifestazione............si rispetti questa Italia.

































































































































Questa è l'altra Italia, l'Italia che dissente, che vuole essere ascoltata.
Le manifestazioni non vanno mai demonizzate,vanno ascoltate e comprese.
Sono il sintomo di un disagio sociale ma sono anche una conquista di libertà.
Non rispettare questa marea di gente come sta facendo questo governo conferma l'autoritarismo, l'arroganza e la spocchiosa azione di questi governanti non del popolo ma solo per se stessi.
E' di oggi la notizia di un sondaggio che lo da in discesa ........
Veltroni ha definito «impressionante il calo di consenso» del governo che, secondo un sondaggio di Renato Mannheimer pubblicato oggi dal Corriere della Sera, è stato del 18% dai primi di settembre: dal 60 al 42%.
Intervistato dal Tg1, il segretario del Pd ha detto che «è fisiologico» l'altro dato registrato dal sondaggio, e cioè che, mentre i consensi per il governo calano, non aumentano quelli verso l'opposizione. «In tutte le stagioni politiche - ha affermato - c'è una prima fase in cui chi governa perde consenso, ma l'opposizione non guadagna.
La cosa impressionante è la dimensione della caduta di consenso del governo: 18 punti percentuali in un mese e mezzo. La manifestazione di ieri ha dato l'impressione di quella marea umana, come l'ha chiamata un giornale francese, che chiede al governo qualcosa di diverso.
Io penso che il governo farebbe bene, invece di usare i toni della contrapposizione, ad ascoltare la voce della società italiana».
E poi il cavaliere forse comincia a vacillare, infatti contrattacca con livore e acredine, con la solita arroganza e delirio di onnipotenza, probabilmente comincia a sentire odore di bruciato.
CHE GLI ITALIANI SI STANNO FINALMENTE RISVEGLIANDO?
ERA ORA.


Infatti MOLTI ITALIANI SI STANNO RENDENDO CONTO CHE :

«Per il premier il Parlamento è come se non esistesse». «Berlusconi? Pensa che il Parlamento sia roba sua - dice Di Pietro - Ha un'idea della democrazia in cui il Parlamento è come se non esistesse, dove c'è solo gente che deve alzare la mano a comando e obbedir tacendo. Ma non è così e io voglio farglielo capire. Berlusconi vuole svuotare il Parlamento, ma anche ridurre ai margini i magistrati, mettere il bavaglio all'informazione. Così si va verso la dittatura. Io glielo ripeto tutti i giorni e lui non vuole sentirselo dire...».«Decidono tutto Berlusconi e Tremonti, il resto è coreografia». «Nel governo decidono tutto Berlusconi e Tremonti e le voci dissonanti sono solo coreografia - dice Di Pietro - Tutte le decisioni fin qui prese dal governo sono state fatte all'interno del ministero dell'Economia, con l'appoggio di Berlusconi. Il resto è solo contorno».


sabato 25 ottobre 2008

DITEMI IN CHE PAESE VIVIAMO.......kossiga: "Massacrare i manifestanti senza pietà!"




"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".Intervista a Francesco Cossiga. Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita.Cossiga ha confessato. Ne va preso atto. In fin dei conti ne va apprezzata la sincerità, neppure Totò Riina aveva osato tanto. Ha solo detto quello che la maggior parte degli italiani sapeva: l'Italia non è una vera democrazia. Forse non lo è mai stata. Quante fandonie ci hanno raccontato da Piazza Fontana in avanti? Sul G8 di Genova? Chi ha attivato il timer delle stragi di Stato?Cossiga ci ha fornito una lezione magistrale della strategia della tensione. Però, ora, dopo quelle frasi , va dimesso dal Senato e ritirata la sua nomina a presidente emerito della Repubblica Italiana. Voglio vedere se un deputato o un senatore avanzerà la proposta in Parlamento.Se rimane al suo posto è una vergogna per il Paese e un insulto ai professori e agli studenti. Non va picchiato, è anche lui un docente anziano. Va solo accompagnato in una villa privata. Si propone , per non farlo sentire troppo solo villa Wanda di Arezzo. Insieme a Licio Gelli potrà rinverdire i vecchi tempi, parlare di Gladio, di Moro, dei servizi segreti...


Il blog di Grillo da dei consigli ai ragazzi che manifestano le proteste, mi sembrano giusti, da seguire per cautelarsi , visti i discorsi di uno che è stato Presidente della Repubblica, il più vergognoso dei presidenti,quando era in carica e soprattutto dopo.............


Un consiglio ai ragazzi: portate alle manifestazioni una telecamera, riprendete sempre chi compie atti di violenza. Vedremo chi sono, da dove vengono, se sono dei "facinorosi", come dice lo psiconano, o "agenti provocatori pronti a tutto", come suggerisce Cossiga.Il blog è a disposizione di studenti e professori per i loro video su interviste, manifestazioni e manganellature (so che saranno numerose). Caricate il video su YouTube e inviate la segnalazione al blog.

Loro non molleranno mai, noi neppure

COSSIGA, FUORI DAL PARLAMENTO.


lunedì 20 ottobre 2008

FIRMA PER ROBERTO SAVIANO, aderisci all'iniziativa


FIRMA ANCHE TU,se sei contro la camorra e la mafia.
Lui è il simbolo..............l'eroe insieme a tutti coloro che combattono tutti i giorni contro il male......NON LASCIAMOLO SOLO




Firma per Roberto Saviano
Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - "Gomorra" - tradotto e letto in tutto il mondo. E' minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese. Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, "Repubblica", e di tacere. Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. E' un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini. Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.
Vai alle firme

sabato 18 ottobre 2008

FEDE VERGOGNATI!!!!!




Davvero indegne le parole di questa specie di giornalista.

Come si permette di fare illazioni su uno scrittore che ha avuto il coraggio di denunciare ciò che nessuno mai ha scritto con tanta lucidità e soprattutto con tanta verità?Leggo nel blog "Diego Garcia":

Quest'uomo-riferendosi all'autore di" Gomorra!- è da ammirare perchè ha rinunciato ad una vita normale pur di scrivere il suo libro. Saviano è un uomo coraggioso. Probabilmente è grazie a lui che oggi sappiamo più dettagli sulla camorra. Saviano va protetto. Tutti noi dobbiamo farlo.Invece questo video mostra la solidarietà di Emilio Fede nei suoi confronti:Saviano può anche aver fatto soldi e raccolto successo con il libro (e il film), ma lo ha fatto scrivendo cose vere. Fede invece? Avete sentito che ha detto nel video? Davvero senza parole. L'ennesima perla di un idiota che è da anni su una rete abusiva a sparare cazzate.

Condivido in toto.

Dove arriva il servilismo di questo soggetto è davvero pazzesco.

Stia zitto, non tocchi Roberto.

Un soggetto simile, che per trasmettere le sue cazzate, costa agli italiani una barca di soldi, si permette pure il lusso di denigrare chi combatte ogni giorno contro le mafie e l'illegalità.

E' davvero vergognoso. Come è vergognoso che ,sempre a spese degli italiani, debba avere pure la scorta.

Ma in che mondo viviamo? L'era degli "appecoronati". Fede ne è il più palese esempio.

Ma facci il piacere!!!

giovedì 16 ottobre 2008

IL RITORNO DEL MAESTRO UNICO: non solo ragioni economiche





Una scuola da far paura
Il "disegno Tremonti" ha una motivazione ideologica. Distrugge le utopie della sinistra ma anche la stessa "riforma Moratti": così l'esordio del lucido e allarmante articolo di Italo Fiorin, apparso sul numero di martedì scorso, 16 settembre, del quotidiano "Europa".
* * *
Quale è il progetto di scuola che guida l'azione del governo? Prendiamo in considerazione quello che rappresenta il segnale più eloquente (meno folkloristico del grembiulino, meno enfatico del 5 in condotta, meno populista della riproposizione del voto): il ritorno al maestro unico nella scuola elementare.
Si tratta del primo vero provvedimento strutturale, capace di incidere in modo bruciante nel corpo della scuola.
La mossa è spiazzante, un blitz sul terreno meno presidiato dalle attese: tutti ad augurarsi il completamento di una riforma infinita, capace di proseguire e completare i provvedimenti avviati dai precedenti governi, ed ecco che viene rivoluzionato l'assetto ordinamentale della scuola primaria, quella che - insieme alla scuola dell'infanzia - meglio si comporta al vaglio delle valutazioni internazionali e gode di un larghissimo consenso tra i genitori.
Con una cifra democratica che si commenta da sé, eludendo il dibattito parlamentare ed evitando un qualsivoglia confronto con la scuola reale e con chi la rappresenta, il colpo di mano si concretizza in un amen.
Timide giustificazioni "pedagogiche" («anch'io ho avuto una sola maestra») tentano di coprire con una foglia di fico quella che ai più appare la vera ragione del provvedimento inatteso: il risparmio economico.
Gli sprechi non sono mai giustificati, ed è comprensibile che quando ci sono difficoltà economiche si spenda con maggior oculatezza.
Naturalmente i tagli e i risparmi riguardano ciò che viene considerato superfluo o meno rilevante, si cerca, insomma, il male minore. Non ci vorrebbe molto a dimostrare quanto siano pretestuosi o esagerati gli argomenti addotti. Si dice che tre insegnanti sono troppi per una classe, sottintendendo che siano impegnati su una sola classe, cosa che non è.
Ci sono situazioni nelle quali il rapporto numerico insegnante-alunni è eccessivo, ma si potrebbero sanare senza ricorrere alla macelleria grossolana; quando si fanno paragoni con altri stati, bisognerebbe ricordarsi che da noi operano insegnanti specializzati nel sostegno, e questo perché è stata fatta, a suo tempo, una scelta di civiltà che ci onora: l'integrazione degli alunni con disabilità e con problemi rilevanti nelle classi di tutti.
Se la nostra scuola primaria è tra le prime al mondo, lo si deve anche a questa scelta coraggiosa, che ha promosso l'individualizzazione dell'insegnamento, la pratica dei gruppi cooperativi, la cura della personalizzazione dell'apprendimento, e ha contribuito ad un rinnovamento della didattica purtroppo sconosciuto nella scuola superiore.
Oggi poi le classi sono sempre più multiculturali e sono la scuola dell'infanzia e quella elementare, ancora una volta, a farsi luogo di accoglienza e pacifica convivenza.
Naturalmente tutto questo ha un costo, in termini economici, che finora la nostra comunità nazionale ha dimostrato di apprezzare, ed in termini umani, perché sono i docenti e non i saccenti che sulla loro pelle sperimentano la fatica dell'inclusione.
Ma quello che viene svelato dal piccolo golpe estivo è qualcosa di più inquietante di una operazione contabile sulla pelle della scuola. La vera colpa della scuola primaria non è di costare troppo, ma di essere culturalmente irriducibile alla cultura che oggi vuole governare.
Quando il ministro Tremonti rinfaccia alla nostra scuola di essere figlia del '68, ci offre la vera chiave interpretativa.
La nostra scuola ha, in effetti, un debito con quel periodo, ma non secondo le allusioni del ministro, che attribuendovi l'inizio di tutti i mali, lascia intendere che prima la scuola funzionava bene.
Basti un solo richiamo emblematico: la lettera ad una professoressa, scritta dai ragazzi di Barbiana. È del 1967. Bisogna tornare a rileggerla, per ricordarci
come eravamo, con il grembiulino dal colletto inamidato e il libro di testo governativo.
Era una scuola che dava i voti e che bocciava. Era una scuola del merito? Era una scuola che aveva un orario di 24 ore. Era un tempo sufficiente per il figlio del dottore, ma per il figlio del bracciante? E la società è rimasta, oggi, quella di allora?
L'operazione nostalgia, in realtà, ha un'anima ideologica molto robusta e moderna, anzi più che moderna.
Il fatto è che, progressivamente, il paradigma educativo che ha costituito l'anima della nostra scuola - da don Lorenzo Milani e Mario Lodi, dal documento Falcucci alla legge 517/77, via via fino ai nuovi programmi della scuola media ('79), elementare ('85) e materna ('91) - si è indebolito e sta per essere sostituito dal nuovo paradigma vincente, quello economico.
La rivoluzione culturale del ministro Tremonti ha principi chiari: la scuola ha valore se risponde alle richieste del mercato, non se è luogo di umanizzazione attraverso la cultura.
Ai più basti una solida alfabetizzazione strumentale (leggere, scrivere, far di conto) e poi a lavorare. Attraverso la competizione si selezioneranno i meritevoli, su questi sarà produttivo investire.
Rischia così di chiudersi, prima ancora di essere stato completato, quel processo di riforma che, in sintonia con le riforme degli altri paesi europei, aveva preso avvio a partire dalla metà degli anni '90 e aveva ispirato l'azione dei ministri Berlinguer, De Mauro, Moratti, infine Fioroni.
Pur nella differenza non solo di stile personale ma anche di orientamento culturale e politico, c'erano forti tratti di continuità nell'azione dei diversi responsabili dell'istruzione. La consapevolezza dei punti deboli era accompagnata da un forte impegno di innovazione.
La scorsa legislatura aveva consegnato alla nuova una scuola "cantiere aperto", impegnata a completare la riforma, non una tabula rasa. L'agenda condivisa riguardava una riforma da completare, non una rivoluzione ideologica.
Quello che forse non è messo sufficientemente in luce è che il disegno di Tremonti distrugge non semplicemente le utopie della sinistra, e i fantasmi del '68, ma la stessa riforma Moratti.
Che spazio c'è per l'equipe pedagogica, quando ritorna il maestro unico? Che fine fa il portfolio, se si ripropone il voto? Che senso ha aprire l'offerta formativa della scuola alle proposte e alle scelte delle famiglie, se non c'è tempo che per una mera alfabetizzazione strumentale?
I capisaldi pedagogici di quella riforma vengono tranquillamente spazzati via.
Quello che viene presentato come ritorno al buon tempo antico e, insieme, come premessa di un futuro nel quale il merito sarà riconosciuto, gli insegnanti adeguatamente retribuiti, le classifiche internazionali scalate, è in realtà non una operazione di semplice cambiamento, ma di mutazione della natura della scuola.

Nella riforma Moratti convivevano con difficoltà e contraddizioni le due anime, quella funzionalista e quella personalista. La rivoluzione di Tremonti toglie ogni ambiguità.
Spegne la speranza; ci consegna una scuola da far paura.

Roma, 16 settembre 2008
Italo Fiorin, presidente del corso di laurea in scienze della formazione primaria dell'università LUMSA di Roma
A seguire una poesia di Danilo Dolci
C'è chi insegna guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c'è chi si sente soddisfatto così guidato.
C'è chi insegna lodando quanto trova di buono e divertendo:
c'è pure chi si sente soddisfatto essendo incoraggiato.
C'è pure chi educa, senza nascondere l'assurdo ch'è nel mondo,
aperto ad ogni sviluppo
ma cercando d'essere franco all'altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato.
Danilo Dolci

lunedì 13 ottobre 2008

Scrivi al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

FACCIO GIRARE UNA MAIL CHE MI E' APPENA ARRIVATA
SCRIVERE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI NON FIRMARE IL dl 137.

Maggiori dettagli: andate sul sito http://www.quirinale.it/- cliccate su “la posta” - compilate il format e scrivete il vostro messaggio al Presidente Napolitano.
Potete postargli un vostro personale pensiero oppure il messaggio che segue:

LA PREGHIAMO SIG. PRESIDENTE DI NON FIRMARE IL DL 137 9 OTTOBRE 2008 PER IMPEDIRE DI:

trasformare, attraverso la progressiva privatizzazione della scuola pubblica, le singole scuole pubbliche in istituzioni private

fare tagli alla scuola pubblica

far assumere docenti dai dirigenti

far sparisce il tempo-scuola di pomeriggio

l’aumento di alunni per classe

la chiusura delle scuole più piccole

l’istituzione del maestro unico

la riduzione degli insegnanti d’inglese

riduzione degli insegnanti di sostegno

cacciare i precari

ridurre il personale ATA

regionalizzare completamente il sistema scuola.

CONTRO

la fine della scuola della Repubblica uguale in tutto il Paese

il dopo-scuola pagato dalle famiglie

i libri e servizi aggiuntivi pagati dalle famiglie

la fine della scuola PUBBLICA per tutti

venerdì 10 ottobre 2008

LO SFASCIO DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE

Sorriso da ebate...... questa forse non ha capito che in questo sfascio ci ha messo la sua faccia , non ha capito che si è bruciata, che passerà come il peggior ministro dell'istruzione.

Non è un caso se nessun pedagogista, a partire da Bertagna, ci ha voluto mettere la faccia.

Ma per una che per diventare avvocato si è trasferita a Reggio Calabria, per una che a causa della sua inoperosità è stata sfiduciata dalla carica di presidente del consiglio del comune di Desenzano del Garda nel 2000, deve essere" poca cosa"essere considerata una "sfascista" della scuola pubblica .
Fioroni: la riforma è Gelmini "è molto più di una manutenzione. E' lo sfascio della scuola".

da Tuttoscuola, 8 ottobre 2008
Da ministro a ministro.
Forse le critiche più pungenti alla riforma voluta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che la aveva definita piuttosto una "manutenzione" (si veda l'articolo Gelmini: la mia non è riforma, ma semplice manutenzione), vengono dall'ex inquilino di viale Trastevere ed esponente del Pd Giuseppe Fioroni, che ha dichiarato:
"La riforma della scuola proposta dal governo è molto più di una manutenzione, rappresenta lo sfascio della scuola".

L'ex ministro ha poi spiegato la sua affermazione: "La manutenzione si fa per rendere piu' funzionante ed efficace l'oggetto dell'intervento. In questo caso si sfascia la scuola elementare e la scuola pubblica, senza un progetto educativo e senza un futuro da proporre ai nostri ragazzi, ma semplicemente per risparmiare e fare una manovra di bilancio".
Fioroni è stato anche critico sulla richiesta del voto di fiducia: "Fare il voto di fiducia per la prima volta nella storia repubblicana su elementi che riguardano la scuola e l'ordinamento scolastico non ha precedenti".
Fioroni è poi entrato nel merito del decreto, osservando che si tratta del risultato "di una manovra finanziaria approvata in nove minuti e di un decreto che rende questa scuola inadeguata".
Questa è "una scuola che guarda al passato e obbliga i nostri bambini ad avere gli stessi stimoli che 60 anni fa, nella civiltà post contadina, venivano offerti agli italiani quando avevano bisogno di essere alfabetizzati".
Con questa riforma, saranno "225mila i posti di lavoro tagliati in tre anni", e "si invecchia la scuola, perché avremo il maestro unico di un'età' compresa tra i 55 e i 60 anni, si impoverisce la nostra scuola e si la priva di quelle competenze che davano ai nostri ragazzi il meglio".
Anche Silvana Mura, deputata di Italia dei Valori, ha criticato aspramente la riforma, nel suo intervento alla Camera: "La riforma della scuola che il governo impone con il voto di fiducia si scrive Gelmini ma si legge Tremonti.
A quest'ultimo vanno ascritti i provvedimenti concreti e dannosi come il taglio di 8 miliardi, il maestro unico il taglio di 87.000 cattedre e di 44.500 unità di personale non docente. Della Gelmini invece sono i provvedimenti inutili e la sua inqualificabile assenza oggi in aula avvalora questa tesi".
Un pessimo giudizio è anche quello dell'Udc, che conferma la sua opposizione al decreto scuola: "Se il ministro Gelmini - osserva in una nota Luisa Capitanio Santolini - afferma che non ha realizzato alcuna riforma dà ragione a chi ha criticato il governo per aver introdotto piccole novità buone solo per la propaganda".
La deputata centrista chiede che "l'Esecutivo affronti le vere questioni come l`autonomia, la valutazione delle scuole, la carriera e gli stipendi degli insegnanti e la libertà di scelta educativa, nodi che non si sciolgono con una semplice 'manutenzione'.
Stupisce - conclude Santolini - che il ministro stesso parli di aumento dei servizi alle famiglie, quando nel decreto-legge, peraltro blindato dalla fiducia, non se ne vede nemmeno l'ombra".

tratto e rielaborato da un articolo di Sergio Di Rosa.
L’attuale attacco alla scuola pubblica nasce dalla preoccupazione di chi, occupando posti di privilegio, teme che qualcuno, provenendo dal popolo, possa iniziare a capire il perché questa società è fatta a misura di quegli imbecilli che hanno le tasche piene di soldi.
C’è poco da fare, ma per il ministro Gelmini l’istruzione non è classificabile tra i beni primari, ma tra quelli di lusso!

Questo il sunto delle linee politiche che la responsabile dell’istruzione pubblica ha intenzione di seguire. Sapevamo che questo governo di destra fosse fermamente intenzionato a trasformare il diritto allo studio in una faccenda riguardante solo i ceti abbienti, era cosa nota. Non ci saremmo aspettati, però, una tale celerità nell’applicazione di queste politiche di “classe”.

Adesso il ministro Gelmini va giù duro con le parole: “Troppe classi, troppi insegnanti, troppe ore di didattica”, per una preparazione che, secondo i suoi parametri, non è qualificata!

In pratica, secondo lei, “buttiamo” in mezzo alla strada migliaia di insegnanti e studenti, chiudendo pure le scuole, così tutto migliorerà!

Qui si vuole, con lo sfascio della scuola pubblica, far diventare l’Italia una nazione di analfabeti, dove solo pochi ricchi possono accedere al conseguimento di una istruzione adeguata.

Ma, in fondo, questo non è forse uno degli obbiettivi di questo governo di destra?

Al ministro Gelmini non vuole proprio scendere giù il fatto che le sue “politiche di distruzione di massa” della scuola pubblica provochino le proteste degli insegnati e degli studenti interessati.

All’apertura dell’anno scolasto, infatti, molti professori e studenti hanno protestato contro le politiche di “impoverimento culturale e finanziarie” seguite dall’attuale governo di destra in carica. E in effetti è anche naturale che sia così. Dopo gli annunci del taglio di 87.000 posti tra gli insegnanti che insieme a tecnici e personale ATA toccheranno la soglia dei 150.000 e del continuo sottrarre risorse dalla scuola pubblica per girarle alle scuole private, non credo che il ministro Gelmini si aspettasse degli applausi dai docenti, dagli alunni e dai genitori di questi.

Utilizzando la stessa tecnica seguita da anni dal leader del suo partito di appartenenza, Berlusconi, il ministro fa finta di non vedere l’evidenza dei risultati delle sue politiche e, relativamente alle ultime proteste, parla di strumentalizzazioni.

Credo che mai come in questo caso sia applicabile il vecchio detto: non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.

E porta pure gli occhiali…

IL GIUDIZIO DEI GENITORI



OCCUPIAMO LA SCUOLA


LA RISPOSTA AI CORSI PER "TERRONI"

giovedì 9 ottobre 2008

Banche piazziste: ecco i veri responsabili della crisi




fonte http://oknotizie.alice.it/go.php?us=48d14069bba078b4

Il bancario piazzista ci fa più male della crisi
No, non è colpa di Henry Paulson, né dei suoi amici della Goldman Sachs, non è colpa di George W. Bush e dei guerrafondai texani, né di Jean-Claude Trichet che non abbassa i tassi. E nemmeno di Alessandro Profumo, “il compagno che sbaglia”. Acqua, acqua.
(Luca Conforti è lo pseudonimo di un giornalista che lavora per uno dei più importanti quotidiani nazionali. La sua rubrica, Parco Buoi, si occuperà con cadenza settimanale di imprese, finanza e mercati, con un occhio al risparmiatore).
State perdendo soldi sui vostri sudati risparmi e giustamente volete qualcuno con cui prendervela. A ogni ondata che sconvolge i mercati, non siete mai sulla cresta, ma sempre sulla costa a cercare una palma a cui aggrapparsi.
PER TROVARE IL RESPONSABILE - Non serve guardare così lontano, non chiedete spiegazioni agli arabi ingordi che tengono alto il prezzo del petrolio; non maledite Berlusconi che promette, ma non abbassa le tasse, e nemmeno Prodi che le ha alzate. Non ve la prendete con l’euro troppo caro o il dollaro troppo basso, con l’imprenditore che alza i margini nonostante sfrutti cinesi e rumeni o con il commerciante che arrotonda per pagarsi le rate del SUV. Cercate più vicino: in banca. Chiedete all’impiegato che normalmente si occupa dei vostri risparmi: “Quando hai guadagnato con le ultime ‘campagne prodotto’? E vendendo cosa?”. Tra le molte pratiche discutibili del mondo bancario la più deleteria è proprio l’incentivazione della “forza vendita” riconoscendo direttamente al bancario-piazzista un premio extra su un determinato titolo o prodotto bancario venduto in un dato periodo.
CAMPAGNE NON ECCEZIONALI - L’ultimo caso è del Banco di Sicilia (gruppo Unicredito), che ha tentato una campagna sui mutui. Tanto più alto era lo spread che riusciva ad infliggere al cliente, tanto più alto il premio. Certo, si chiedeva di stipulare contratti adeguati al profilo del cliente, ma per ogni segmento c’erano delle soglie di prezzo da superare per arrivare al premio. Il programma ha attirato l’attenzione dell’Antitrust, grazie alla denuncia di un ex dipendente (sant’uomo!) ed è stato sospeso. Ma, tra le tante caratteristiche dell’operazione (rozza, inaccettabile, scarsamente etica) non c’è l’eccezionalità. Ogni banca fa almeno due campagne l’anno sui prodotti più vari: fondi d’investimento, obbligazioni della banca stessa, carte di credito, conti correnti ecc. Non ci sono dati complessivi su queste pratiche, ma si potessero mettere in fila anche solo gli oggetti di tali “promozioni” certe stranezze dei portafogli degli italiani sarebbero più chiare. Ad esempio perché ci sono tanti mutui a tasso variabile rispetto a quelli fissi, o perché tra i risparmiatori progressivamente bot e btp hanno lasciato il posto alle obbligazioni analoghe (ma non identiche) emesse dagli stessi gruppi bancari. O ancora il trionfo delle polizze index linked vendute come se fossero assicurazioni sulla vita o fondi pensione. Casualmente tutti prodotti che allo stato attuale del mercato sono più costosi (i mutui) e pericolosi (le obbligazioni e le index linked) delle alternative.
COME CONTRASTARLI? - Si è già parlato di vietare questo tipo di programmi, nel 2004, quando dopo il crack Cirio si scopri che non solo obbligazioni senza prospetto erano finite in mano a singoli risparmiatori, ma al tempo stesso erano praticamente sparite dai portafogli delle banche. Segno che la forza vendita era stata messa al lavoro per spingere i titoli-bidone. Abi e sindacati firmarono un protocollo per eliminarli, ma poi non se ne fece niente. I rappresentanti dei lavoratori sottolineano che questi programmi non sono mai contrattati, ma decisi unilateralmente dall’azienda, e quindi non possono fare granché per contrastarli. In realtà si guardano bene dal boicottarli, il loro obiettivo è sostituire un tipo d’incentivazione con un altro sistema, non di rinunciarci tout court. In più sottolineano che anche se venisse meno il premio in denaro, l’indirizzo della forza vendita ci sarebbe lo stesso sotto forma di obiettivi di budget da raggiungere su determinati prodotti. Anche se, si può obiettare, diventerebbero molto meno efficienti.
DUNQUE, QUAL È LA SOLUZIONE? - Semplice, chiedere di rendere pubblico questo tipo d’incentivazione al cliente, magari direttamente sul prospetto, in quanto possibile fonte di conflitto d’interesse del bancario/consulente/venditore. Sarebbe peraltro nello spirito della direttiva Mifid, entrata in vigore in estate, che tenta di chiarire i singoli ruoli e funzioni: il bancario è un consulente al servizio del risparmiatore, e viene pagato per questo servizio, oppure un semplice commesso di un negozio finanziario, la cui lealtà professionale è dovuta solo al suo datore di lavoro? D’altronde, se qualcuno di voi, nei mesi scorsi è stato chiamato in banca ad ottemperare ai nuovi standard europei sa che si è dovuto sobbarcare un questionario di 60-90 minuti, e una sequela di una ventina di firme per farsi “profilare”. Perché non chiedere in cambio qualche informazione su chi abbiamo davanti? Ne basterebbero solo due: quanto ti pago in commissioni per farmi da consulente? Quanto ti paga la paga per vendermi questa polizza? Come dice uno slogan molto in voga nel mondo bancario: patti chiari…


Speriamo di superare questo baratro augurandoci che,finalmente, si cercherà di trovare un canale che non permetta agli speculatori,scaltri e privi di qualsiasi senso etico,di farla franca.....nel frattempo, per esorcizzare le paure.....ascoltiamo quest'insolita,quanto ironica canzonetta dall'indimenticabile voce di Renato Rascel

E' ARRIVATA LA BUFERA!



venerdì 3 ottobre 2008

Quando Bossi era un "leghista".............

fonte http://www.berluscastop.it/_und/silvio_it4.htm

LA STORIA DI SILVIO BERLUSCONI
TUTTO CIÒ CHE PENSO DI BERLUSCONI di Umberto Bossi, ministro delle Riforme
Istituzionali del governo Berlusconi

Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi.
E' una costola del vecchio regime. E' il più efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la Lega faceva cadere il regime, lui stava nel Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui è un tubo vuoto qualunquista. Ma non l'avete visto, oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre?Berlusconi è bollito.
E' un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all'Ulivo, segue anche lui l'esercito di Franceschiello dietro il caporale D'Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi è Berlusconi? Il suo Polo è morto e sepolto, la Lega non va con i morti. La trattativa Lega-Forza Italia se l'è inventata lui, poveraccio. Il partito di Berlusconi neo-Caf non potrà mai fare accordi con la Lega. Lui è la bistecca e la Lega il pestacarne. Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. E' un kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi è il capocomico del teatrino della politica. Un Peròn della mutua. E' molto peggio di Pinochet. Ha qualcosa di nazistoide, di mafioso. Il piduista è una volpe infida pronta a fare razzia nel mio pollaio. Berlusconi è l'uomo della mafia. E' un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra. C'è qualche differenza fra noi e Berlusconi: lui purtroppo è un mafioso. Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora. Ma il Nord lo caccerà via, di Berlusconi non ce ne fotte niente. Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Dalle finanziarie della mafia? Ci sono centomila giovani del Nord che sono morti a causa della droga. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini, fondata da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che poi è riuscito a tenersi tutta la baracca. In quella stessa banca lavorava anche il padre di Silvio e c'erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra. Bisognerebbe conoscere le sue radici, la sua storia. Gelli fece il progetto Italia e c'era il buon Berlusconi nella P2. Poi nacquero le Holding. Come potrà mai la magistratura fare il suo dovere e andare a vedere da dove vengono quei quattrini, ricordando che la mafia quei quattrini li fa con la droga e che di droga al Nord sono morti decine di migliaia di ragazzi che ora gridano da sottoterra? Se lui vuole sapere la storia della caduta del suo governo, venga da me che gliela spiego io: sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l'ho abbattuto. Quel brutto mafioso guadagna soldi con l'eroina e la cocaina.
Il mafioso di Arcore vuole portare al Nord il fascismo e il meridionalismo.
Discutere di par condicio è troppo poco: propongo una commissione di inchiesta sugli arricchimenti di Berlusconi. In Forza Italia ci sono oblique collusioni fra politica e omertà criminale e fenomeni di riciclaggio.
L'uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte.
Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano. Forza Italia è stata creata da Marcello Dell'Utri. Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia di giovani, soprattutto al Nord. Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei bravi e imbecilli cittadini del Nord. Berlusconi ha fatto ciò che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in barba perfino alla legge Mammì. Molte ricchezze sono vergognose, perché vengono da decine di migliaia di morti. Non è vero che 'pecunia non olet'. C'è denaro buono che ha odore di sudore, e c'è denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore. Incontrare di nuovo Berlusconi ad Arcore? Lo escludo, niente più accordi col Polo. Tre anni fa pensarono di farci il maleficio. Il mago Berlusconi ci disse: "Chi esce dal cerchio magico, cioè dal mio governo, muore". Noi uscimmo e mandammo indietro il maleficio al mago. Non c'è marchingegno stregato che oggi ci possa far rientrare nel cerchio del berlusconismo. Con questa gente, niente accordi politici: è un partito in cui milita Dell'Utri, inquisito per mafia.La "Padania" chiede a Berlusconi se è mafioso? Ma è andata fin troppo leggera! Doveva andare più a fondo, con quelle carogne legate a Craxi.
Io con Berlusconi sarò il guardiano del baro.
Siamo in una situazione pericolosa per la democrazia: se quello va a Palazzo Chigi, vince un partito che non esiste, vince un uomo solo, il Tecnocrate, l'Autocrate. Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa. Tratta lo Stato come una società per azioni. Ma chi si crede di essere: Nembo Kid?
Ma vi pare possibile che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando quello piange, fatevi una risata: vuol dire che va tutto bene, che non è ancora riuscito a mettere le mani sulla cassaforte. Bisogna che Berlusconi-Berluscosa-Berluskaz-Berluskaiser si metta in testa che con i bergamaschi io ho fatto un patto di sangue: gli ho giurato che avrei fatto di tutto per avere il cambiamento.
E non c'è villa, non c'è regalo, non c'è ammiccamento che mi possa far cambiare strada... Berluscoso deve sapere che dalle nostre parti la gente è pronta a fargli un culo così: bastano due secondi, e dovrà scappare di notte. Se vedono che li ha imbrogliati, quelli del Nord gli arrotolano su le sue belle ville e i suoi prati all'inglese e scaraventano tutto nel Lambro. Berlusconi, come presidente del Consiglio, è stato un dramma.
Quando è in ballo la democrazia, a qualcuno potrebbe anche venire in mente di fargli saltare i tralicci dei ripetitori. Perché lui con le televisioni fa il lavaggio del cervello alla gente, col solito imbroglio del venditore di fustini del detersivo.
Le sue televisioni sono contro la Costituzione. Bisogna portargliele via. Ci troviamo in una situazione di incostituzionalità gravissima, da Sudamerica. Un uomo ha ottenuto dallo Stato la concessione delle frequenze tv per condizionare la gente e orientarla al voto. Non accade in nessuna parte del mondo.
E' ora di mettere fine a questa vergogna. Se lo votate, quello vi porta via anche i paracarri.Se cade Berlusconi, cade tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega.
Ma non lo faranno cadere: perché sarà pure un figlio di buona donna, ma è il loro figlio di buona donna, e per questo lo tengono in piedi.
Ma il poveretto di Arcore sente che il bidone forzitalista e polista, il partito degli americani, gli va a scatafascio. Un massone, un piduista come l'arcorista è sempre stato un problema di "Cosa sua" o "Cosa nostra".

Ma attento, Berlusconi: né mafia, né P2, né America riusciranno a distruggere la nostra società.
E lui alla fine avrà un piccolo posto all'Inferno, perché quello lì non se lo pigliano nemmeno in Purgatorio. Perché è Berlusconi che dovrà sparire dalla circolazione, non la Lega. Non siamo noi che litighiamo con Berlusconi è la Storia che litiga con lui.

(le frasi contenute nel testo sono state pronunciate testualmente da Umberto Bossi fra il 1994 e il 1999, cioè durante le tensioni del primo governo Berlusconi, dopo la rottura fra Bossi e Berlusconi nel dicembre 1994 e prima della loro riappacificazione alla fine del 1999. Le date esatte delle dichiarazioni, tratte da giornali quotidiani e agenzie di stampa, sono le seguenti: 1,7,9,10,13 marzo 1994; 5 aprile 1994; 4,11,23,31 maggio 1994; 1,12,17 giugno 1994; 29 luglio 1994; 6,8,13 agosto 1994; 1 settembre 1994; 6,20,23 dicembre 1994; 14 gennaio 1995; 22 marzo 1995; 13 aprile 1995; 10 giugno 1995; 29 luglio 1995; 25 gennaio 1996; 14,19,25 agosto 1997; 18 giugno 1998; 22 luglio 1998; 13 settembre 1998; 3, 27 ottobre 1998; 24 febbraio 1999; 13 aprile 1999; 10 settembre 1999; 19 ottobre


A seguire un breve filmato





Che dire........Bossi e i leghisti ora vanno a braccetto con coloro che definivano mafiosi e tangentisti.
Che ne abbiano seguito l'esempio e imitato le gesta?

domenica 14 settembre 2008

IL GOVERNO E' LA TELEVISIONE


fonte http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/informazione/il_governo_e_la_televisione.php

Ottavo spot di Berlusconi a Napoli. Ma la regione resta invasa e inquinata da un reticolo di discariche occasionali dove i fuochi bruciano notte e giorno, come dimostrano le foto e i video di denuncia di decine di cittadini. La solita scena azzurra con il logo cerchiato della presidenza del consiglio e dentro il cerchio la scritta “Ottava visita del Presidente del Consiglio a Napoli”. L’esibizionismo puerile si riveste di oggettività televisiva.Il governo è la televisione. Ciò che si vede c’è, ciò che non si vede non c’è.
La ripulitura del centro viene continuamente rappresentata e nella messa in scena scompaiono i suoi caratteri approssimativi. E pur vedendone l’aspetto precario, gli elettori di centrosinistra non possono non riconoscerla e allo stesso tempo devono ammettere la disastrosa insufficienza della classe dirigente di centrosinistra che ha lasciato marcire la situazione oltre ogni limite immaginabile per poi consegnare al mago la possibilità di usare la sua bacchetta magica. Se ha senso ora collaborare col governo perché non l’hanno fatto prima quando il governo era nostro? Perché hanno rinviato a dopo ciò che dovevano fare subito?Ora viene messa in scena la pulizia napoletana ma la regione resta invasa e inquinata. Discariche aperte d’autorità e militarizzate accolgono la spazzatura urbana e non si sa quanto ciò possa durare. Altre discariche vengono aperte nei luoghi meno densi di popolazione, meno problematici dal punto di vista del consenso elettorale, ma proprio perciò pregiati come riserve di spazio e di silenzio.La città invia la sua spazzatura lontano da sé e inquina luoghi che da sé non avrebbero mai saputo e voluto inquinarsi.
L’Irpinia orientale deve subire gli effetti peggiori di una metropoli che non ha mai saputo trovare la misura per autoregolarsi.Gruppi spontanei testimoniano la realtà incombente della terra dei fuochi. L’area metropolitana è segnata da un reticolo di discariche occasionali, non estinguibili e di continuo rinnovate, dove i fuochi bruciano notte e giorno. I ritratti da satellite forniti da Google lo dimostrano. Vi si brucia di tutto, anche in immediata prossimità di insediamenti e colture. Sotto gli occhi dei tutori dell’ordine, nella piena consapevolezza delle popolazioni circostanti.Il Tg3 vi ha gettato un rapido sguardo.
Gliene rendiamo merito, ma si può scommettere che la coltre dell’indifferenza organizzata cercherà di far dimenticare. A maggior ragione va sostenuta l’azione di chi, prima di tutto, esercita il diritto costituzionale all’informazione. Prima ancora di giudicare: raccontare e far vedere. Il compito del cronista indipendente dai poteri resta garanzia fondativa della democrazia. Non ha alle spalle il logo “Centesima visita nella terra dei fuochi” ma fa del suo meglio per mostrare la verità.
Chi è interessato vada a vedere http://www.laterradeifuochi.it/.
Ma questo video non lo vedremo mai
Perchè..............



Ce lo dicono persino gli svedesi!!!!!!
Italiani svegliatevi da questo bruttissimo "sogno"!!!

venerdì 12 settembre 2008

IL RITORNO DEL REGIME










Al liceo romano Newton, Maria Stella Gelmini contestata da un gruppodi insegnanti precari. Immediato intervento di agenti in borghese chehanno zittito e identificato gli autori della protesta.
Dopo le parole di Alemanno e La Russa, ora la schedatura deglioppositori. I segnali del ritorno al ventennio sono sempre più forti.


Clicca per saperne di più

sabato 30 agosto 2008

Appello alla mobilitazione contro la privatizzazione della Scuola Pubblica in difesa della libertà d’insegnamento e dei diritti dei lavoratori





Lo stato d'animo dei lavoratori della Scuola oscilla dallo sconforto alla rabbia nel rilevare la persistente inadeguatezza del sindacato e delle opposizioni nel contrastare il processo di privatizzazione dei beni comuni in generale e dell’istruzione in particolare, come se non esistesse da parte di tali soggetti la consapevolezza che ci si stia avviando precipitosamente ad un punto di non ritorno, ragion per cui occorre ora e subito senza alcun indugio una massiccia mobilitazione per contrastare un attacco senza precedenti ai principi della Costituzione, ai diritti dei lavoratori e al loro salario e all’etica stessa della convivenza civile.Il mondo della Scuola è molto preoccupato dalle nuove norme che ridisegnano il sistema dell’istruzione, già peraltro dissestato dai provvedimenti che si sono susseguiti negli ultimi tre lustri, le quali rappresentano il grimaldello per scardinare in via definitiva ciò che resta della Scuola Pubblica: si inquadrano infatti in una strategia più ampia di demolizione di tutte le strutture pubbliche e di disintegrazione dei diritti di chi vi lavora al fine di velocizzare il trasferimento di servizi e funzioni pubbliche ai privati.

La riduzione del personale che interessa tutto il pubblico impiego e riguarda la Scuola nella misura di 100.000 docenti e 43.000 del personale ATA e la chiusura di più di 2000 istituti nei piccoli comuni determinerà il collasso di un sistema fiaccato peraltro dall'enorme riduzione dei finanziamenti (circa 8 miliardi di euro entro il 2012). Infatti, come in altri settori, il governo è deciso ad imporre alla Scuola con la forza le sue scelte, con una prova “muscolare” esternata mediante l’interessamento allo stesso disegno di ben tre Ministeri: MIUR, P.A. e MEF, con il cosiddetto “commissariamento” economico del Ministro Gelmini e con l’introduzione di regole neo-autoritarie che pretendono di coprire il vuoto creato con la riduzione della Scuola ad un involucro pressoché vuoto da dare in pasto all’iniziativa privata.Premesso che per poter ricostruire in Italia una Scuola Pubblica che sia sanata dai guasti di questi anni, è necessario abrogare le leggi Moratti, alle quali si riferiscono i pessimi interventi legislativi di questo governo, riteniamo indispensabile:• Il ritiro del DDL n. 953/2008 Aprea, proposta di legge anticostituzionale che porterebbe a compimento la completa distruzione della Scuola dello Stato, visto tra l’altro che ogni singolo istituto avrebbe un’organizzazione di tipo aziendale, mentre gli insegnanti perderebbero totalmente la loro funzione, in quanto privi di libertà reale di insegnamento.• Il ritiro del DDL Gelmini, presentato il 1 agosto 2008, che tra l’altro introduce, in linea con il disegno di legge Aprea, l’assunzione diretta del personale a tempo determinato con nomina biennale da parte dei dirigenti scolastici.• L’eliminazione di tutte quelle norme, presenti in leggi e decreti vari, come il DL n. 112/2008, il DL n. 93/2008 e il DL n. 97/2008, che stravolgono la Scuola, ne deregolamentano il lavoro e le tolgono la possibilità di svolgere quel ruolo che le prescrive il testo Costituzionale, prevedendo tra l’altro tagli su tagli, incremento del rapporto alunni-docenti, accorpamento di scuole e di classi di concorso (flessibilità), diminuzione del tempo scuola, “rimodulazione dell’organizzazione didattica nella primaria” (maestro unico?). La logica di tutto si riassume nel disegno di far cassa distruggendo la Scuola e svendendola ai privati.Pertanto le nostre rivendicazioni riguardano i seguenti punti:

La difesa del carattere statale della Scuola di tutte e di tutti, in modo che venga garantita l’esistenza delle scuole private, ma senza oneri per lo Stato, come prevede la Costituzione.

L’opposizione al disegno di aziendalizzazione della Scuola e dell’ingresso dei privati nella gestione degli istituti.

La difesa dello stato giuridico professionale degli insegnanti e il rifiuto di ogni meccanismo di carriera pseudo-meritocratica, come quello previsto nel disegno di legge Aprea, con concorsi e livelli di carriera, che romperebbero i rapporti esistenti nella Scuola ancora prevalentemente solidaristici, propri di un ambiente educativo, e instaurerebbero inadatti rapporti concorrenziali tipici delle aziende.

La difesa della libertà di insegnamento, baluardo costituzionale della laicità e della democrazia.

La salvaguardia del contratto nazionale e il contemporaneo rifiuto della possibilità di assunzione da parte dei dirigenti scolastici, perché l’insegnante, nella sua libertà garantita dallo Stato democratico, non può dipendere della singola scuola ma dal sistema complessivo della pubblica istruzione.

L’assunzione di tutti i precari e il superamento del precariato, che colpisce il lavoratore come persona e non permette alla Scuola di funzionare con continuità garantendo l’attuazione dei progetti didattici e la crescita dei rapporti interpersonali allievi-insegnanti.• Il rifiuto di una deriva regionalistica dell’istruzione, quale emerge dalle strampalate proposte della Lega, che vorrebbe affidare le cattedre ai docenti autoctoni.

La difesa dei diritti e delle tutele dei lavoratori della Scuola e, il rigetto di tutte quelle norme vessatorie, come quelle su permessi e malattie, volti a creare un clima denigratorio nei loro confronti. Essi devono poter svolgere il proprio ruolo con il rispetto di cui hanno diritto e senza preoccupazioni estranee al delicato lavoro che hanno il compito di svolgere.

L’opposizione ai tagli di cattedre e di finanziamenti che rendono impossibile insegnare, perché in classi sovraffollate e senza finanziamenti viene reso vano ogni progetto didattico e reso impossibile l’apprendimento e la crescita educativa. Non c’è qualità senza i mezzi per fare buona scuola e questa, in nome del risparmio a senso unico, non può essere ridotta ad una caserma con docenti “militarizzati” e ridotti a “fustigatori” dei propri alunni.

La difesa del tempo scuola, normale, pieno e prolungato con doppi insegnanti, perché l’apprendimento avviene solo con i tempi distesi e vanno rispettati i processi cognitivi di tutte e tutti.

La difesa dell’obbligo scolastico e il rifiuto del doppio canale morattiano, che reintroduce l’incivile divisione tra scuola vera e scuola per famiglie svantaggiate.

La salvaguardia dell’insegnamento di sostegno e del diritto all’istruzione per tutti, senza discriminazioni etniche e linguistiche e quindi difesa dell’insegnamento di sostegno in classe e per tutte le ore necessarie e garanzia dell’ausilio didattico dei mediatori linguistico-culturali per assicurare il diritto allo studio degli alunni stranieri.

Consapevoli che per evitare il baratro e rompere lo stato di assedio che vede alleati governo, poteri forti e mezzi di informazione occorre una risposta immediata, determinata e sinergica di tutti, ci rivolgiamo a quanti sentono l’importanza del ruolo svolto nella società dalla Scuola dello Stato e, in particolare, a tutte quelle persone, quei movimenti, quei soggetti politici, sindacali e associativi che in questi giorni hanno già elevato la loro protesta o comunque in passato hanno lottato contro lo sfascio prodotto dagli scorsi governi per iniziare a far sentire la nostra voce di protesta.Inoltre facciamo appello a tutti i comitati presenti nel paese già in parte organizzati in una rete di mutuo soccorso, visto che ci troviamo di fronte ad un attacco a mitraglia da parte di questo “regime” contro i beni comuni essenziali per la vita civile; infatti, il disegno che colpisce la Scuola è un’articolazione di quello complessivo di stampo autoritario che distrugge l’ambiente e uccide nei territori i cittadini per mancanza di tutele, che militarizza le città, perseguitando gli immigrati, i rom e le persone in genere attraverso ridicole proibizioni, che salva coloro che commettono reati mentre permette la strage di operai uccisi per mancanza di sicurezza e li massacra con una deregolamentazione selvaggia dei rapporti di lavoro.Crediamo che solo lottando tutti insieme per il bene di tutti possiamo vincere questa battaglia di civiltà e per questo chiediamo di iniziare con il segnale di una firma di tutti a questo appello!


Il Forum Insegnanti


"L'uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che deve fare marcia indietro e la fa. Quando riconosce un errore commesso, se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze e chiede scusa. Quando riconosce la superiorità di un altro uomo e glielo dice. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura." (da "Il Sindaco del Rione Sanità" Eduardo De Filippo)

Un pò di cambiamenti

Curando un altro blog di politica "La sinistra che Vogliamo " insieme ad un gruppo di amici blogger,questo blog è in effetti una "fotocopia" dell'altro.Per tale motivo ho deciso di apportare alcuni cambiamenti soprattutto nei contenuti.
La politica analizzata criticamente,secondo il mio punto di vista, sarà sempre presente ma,accanto ad essa cercherò di discutere anche di altre tematiche che riguarderanno la società e l'individuo,il pensiero speculativo antico e moderno,i problemi del nostro tempo che possono anche travalicare il campo della politica come "fatto" in se.
Spero di essere compresa da chi mi legge
B L O G I N
R I S T R U T T U R A Z I O N E

VASCO ROSSI _BASTA POCO_