
VICENZA, 3 settembre 2010 - E' pur vero che un bell'aspetto aiuta, nella vita, ma nella società dell'immagine non era ancora successo, a nostra memoria, che per avere un posto di lavoro le aspiranti debbano salire su una passerella. E invece è proprio quello che succederà a Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza, dove il premio di un concorso di bellezza sarà il posto da cameriera in un bar.
L'ideona è venuta ai titolari, padre e figlio, del "Tnt", convinti che una bella cameriera può far guadagnare clienti all’esercizio. Le aspiranti si presenteranno domani sulla passerella di "Miss Tnt Pub", riporta il Corriere del Veneto, e verranno giudicate da una giuria composta dai sei clienti più affezionati del bar e dal proprietario.
Finora si conta una decina di aspiranti miss-cameriera, tutte tra i 18 e i 30 anni - come da regolamento - e tutte residenti nel bassanese. Sono previste sfilate in abito elegante, in tenuta da lavoro e dulcis in fundo in costume da bagno. In più devono cercare di superare alcune prove pratiche."L’idea e’ stata apprezzata - spiega Aurelio Zarpellon 49 anni, uno dei titolari - e non e’ detto che possiamo riproprorla tra sei mesi".
OK! RAGAZZI, ABBIAMO TOCCATO IL FONDO,COMINCIAMO A...SCAVARE(J.Belushi)
Lavoro: concorso per ‘Miss cameriera’, la CGIL Veneto chiede sospensione
Alla vincitrice un posto di lavoro in un bar del vicentino. Questa la nuova, trovata di questi tempi bui e contro la quale si è schierata con forza la CGIL del Veneto. Il sindacato chiede al comune di Tezze sul Brenta, lì dove si trova il bar in questione, di bloccare l'iniziativa “perché celebra in un rito da osteria, la svalorizzazione delle persone e del lavoro i cui segnali stanno emergendo sempre più' frequenti nelle nostre comunità e perché toglie dignità alle donne che per soddisfare l'aspirazione ad un lavoro devono passare per la mercificazione del proprio corpo”. La CGIL chiede il blocco del concorso anche “perché il lavoro è cosa nobile e deve vedere prima di tutto premiate le professionalità e le competenze, anche di una ragazza che serve al bar”. Secondo la CGIL veneta esistono le condizioni perché il Comune possa minacciare il ritiro della licenza. Un secondo appello il sindacato lo rivolge alle donne impegnate nella politica, nelle organizzazioni e nelle istituzioni affinché venga bloccata questa iniziativa che, “oltre ad essere umiliante e lesiva della dignità delle donne, va anche contro le regole antidiscriminatorie nell'accesso al lavoro”.