“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare”. (Bertolt Brecht)

mercoledì 5 gennaio 2011

LA POTENZA DELLA LETTURA




Ma attenzione, avverte Proust, la lettura è un impulso, una macchina, non possiamo pretendere di sostituirla alla nostra creatività. La lettura non è la verità. Tutto avviene in noi, tutto è governato dalla nostra forza, la lettura “si limita a restituirci l’uso della nostra attività personale, come lo psicoterapeuta si limita a restituire al malato la volontà di servirsi dello stomaco, delle gambe, del cervello, rimasti intatti”. Diventerebbe pericoloso caricarla di potenzialità che non sono sue, per giustificare il depotenziamento di noi stessi. Proust sembra avvertire i bibliofili, coloro che cercano risposte definitive nei libri, che li adorano come oggetti sacri: la verità non è nei libri come strumenti di devozione, ma unicamente in noi stessi. [...]
Forse è il caso di tornare al punto di partenza: la lettura è una macchina per entrare in noi stessi, nel nostro animo più segreto, dove vi è la forza creatrice pura, che la lettura più aiutare a liberare. Ma nessun contributo esterno – nessuna spiegazione – può sostituirsi ad essa, alla verità, perché nessuno al di fuori di noi stessi può davvero pretendere di svelarcene l’autentica, e unica, natura.

(Dall'articolo La lettura secondo M. Poust, di M. Baldrati)

Nesterov M.V. " Natasha Nesterova" 1914

6 commenti:

logos nella nebbia ha detto...

Ottima citazione e riflessione che mi porta a pensare al concetto di verità. I greci la chiamarono Episteme, erroneamente a volte tradotta come scienza.
Socrate, forse il più grande filosofo che mise in discussione ciò che è vero e il concetto di verità basò tutta la sua filosofia sulla parola, sul dialogo e il confronto orale. Non scrisse assolutamente nulla.
I motivi sono moltissimi, ma due in particolare si collegano a quanto tu dottamente citi. Il primo è che le verità sono sempre in movimento, quindi con lo scritto la sostanza del vero rimarrebbe immobile. La seconda sta proprio nell'uso del dialogo a due; non esistono verità univoche, dette da una sola persona, ma la ricerca di esse deve avvenire tramite " i dialogoi" ovvero un continuo filosofare, quindi pensare.
Al contrario dei sofisti che vedevano la verità solamente nella sapienza. Non per nulla Socrate disse la sua famosa frase " io so di non sapere".
Cos'è un libro allora?
E' tanto, è il segno di un pensiero, di un momento, corto o lungo; vissuto dallo scrittore e trasmesso a noi. E' il dialogo diffuso, il poter parlare a più gente possibile.
Ma la ricerca della verità non può avvenire scrivendo libri, ma solamente continuando a trasmettere parole e saperle ascoltare.

Lorenzo

" Il sapere non è come la moneta, che rimane fissamente integra anche attraverso i più infami baratti: esso è piuttosto come un abito bellissimo, che si consuma attraverso l'uso e l'ostentazione. Non è così infatti il libro stesso, le cui pagine si sbriciolano, gli inchiostri e gli ori si fanno opachi, se troppe mani lo toccano?"
U.Eco

cristiana2011 ha detto...

Una macchina estremamente utile,che ti permette di fare viaggi bellissimi durante i quali si possono fare fotografie indimenticabili, ma dalla quale bisogna saper scendere e camminare con le proprie gambe.
Cristiana

adamus ha detto...

Ciao Miryam, sono perfettamente in sintonia con il Tuo bellissimo post e anche con quanto scritto dai Tuoi Amici.
Aggiungo,bisogna leggere sempre moltissimo e dopo aver dimenticato tutto... Ciò che rimane è la cultura ,l'unico strumento in grado di farci vivere liberi, Almeno intellettualmente.
Buon fine settimana.

Anonimo ha detto...

Questo è stato un bel articolo da leggere, grazie per la condivisione di essa..

Miryam ha detto...

Grazie ragazzi!!!
Perdonatemi se sono poco presente e non vi ho risposto subito.
Ho un pò di problemucci.
Grazie, vi voglio bene!

Francy274 ha detto...

Molto bello questo Tuo post.
Mi piace moltissimo la citazione di Umberto Eco, postata da Lorenzo.
Si, un libro è come come l'oro, diventa opaco se troppe mani lo toccano. Per me il libro resta sempre un grande Amico, con il quale a volte sono d'accordo e altre no, ma importante per i miei viaggi oltre confine.
Un bacione

"L'uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che deve fare marcia indietro e la fa. Quando riconosce un errore commesso, se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze e chiede scusa. Quando riconosce la superiorità di un altro uomo e glielo dice. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura." (da "Il Sindaco del Rione Sanità" Eduardo De Filippo)

Un pò di cambiamenti

Curando un altro blog di politica "La sinistra che Vogliamo " insieme ad un gruppo di amici blogger,questo blog è in effetti una "fotocopia" dell'altro.Per tale motivo ho deciso di apportare alcuni cambiamenti soprattutto nei contenuti.
La politica analizzata criticamente,secondo il mio punto di vista, sarà sempre presente ma,accanto ad essa cercherò di discutere anche di altre tematiche che riguarderanno la società e l'individuo,il pensiero speculativo antico e moderno,i problemi del nostro tempo che possono anche travalicare il campo della politica come "fatto" in se.
Spero di essere compresa da chi mi legge
B L O G I N
R I S T R U T T U R A Z I O N E

VASCO ROSSI _BASTA POCO_