“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare”. (Bertolt Brecht)

sabato 8 novembre 2008

"Sorry Usa, sorry Obama, che vergogna" Sul blog del NYTimes le scuse degli italiani


Da Berlusconi scuse non ne arrivano, ma sono una valanga quelle riversate sul blog The Caucus del New York Times, a firma di italiani indignati, cui la "carineria" del premier - che volendo fare un complimento, ha poi spiegato, ha definito Barack Obama "abbronzato" - non solo non fa ridere, ma risulta offensiva e sollecita uno sfogo immediato in rete. I
l blog a commento dell'articolo della corrispondente Rachel Donadio sulla battuta di Silvio Berlusconi nei confronti del neo-presidente eletto degli Stati Uniti è stato preso d'assalto dai lettori - tra cui, appunto, moltissimi italiani - che hanno postato le loro opinioni in 64 pagine di interventi. "Sono italiana e il mio inglese è terribile ma MI DISPIACE per il presidente Obama.
Il primo ministro Berlusconi non è il mio primo ministro", scrive in inglese Rossana, post numero 1576. Subito sotto di lei Giuseppe ricorda altri commenti, che potrebbero essere sfuggiti al pubblico americano, "pronunciati da ministri del governo italiano: 1) Al Qaeda è ora contenta per la vittoria di Obama. 2) La politica economica di John McCain era migliore di quella di Barack Obama... Sono estremamente spiacente - scrive anche lui in inglese - ma per favore, cercate di non dimenticare che la maggior parte degli italiani non sono così idioti come loro". Christian, in un inglese un po' maccheronico ma sicuramente spontaneo propone uno scambio: "Voi ci date Obama, noi Berlusconi....please please...". Piersimone, invece, è laconico: "Sorry Usa, Sorry Obama". Qualcuno offre spiegazioni sociologiche: "Vengo dal sud Italia e nel mio paese è assolutamente normale usare un linguaggio offensivo su questioni di razza e di donne. Il nostro primo ministro offre un buon esempio della mentalità di qui", spiega Pierfrancesco.
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I toni possono variare ma il messaggio imbarazzato è sempre lo stesso: "Scusateci per queste parole stupide" (Laura), pronunciate da un "piccolo, stupido, uomo" (Ciro Oddo, messaggio numero 1527), "Dio benedica Obama e lasci Berlusconi fuori dal nostro governo". "Mi dissocio. In questo momento mi vergogno di essere italiana", scrive ancora Mirella, 28 anni.
O Save, che scrive da Padova: "Sono un altro italiano, volevo dirvi scusa da parte del nostro primo ministro. Mi vergogno". E Gigi: "In Italia abbiamo un virus pericoloso...E' Berlusconi".
Un vero e proprio sfogo collettivo sul web che in poche ore ha intasato il blog sul sito del quotidiano di New York, su cui ora appare una scritta che avverte: "Non si possono più accettare commenti".
L'ultimo post pubblicato è quello di Vale e Erica: "Siamo due ragazze italiane e non abbiamo parole per descrivere la stupidità di Berlusconi... Eppure la gente qui continua a credere alle sue promesse vane. Chiediamo scusa per "the biggest idiot of Italy, 'our' Silvio".
fonte Repubblica.it
E ha fatto un'altra figura da cialtrone , lui che chiama imbecilli gli altri, non si rende neanche conto di quanto lo considerano anomalo all'estero.... con quest'altra uscita ha dimostrato un'infinita arrogante stupidità.
Questo il mio commento postato su the caucus:
I apologize for that stupid quell'arrogante a flock of sheep has to govern my country. Obama and best wishes to all Americans. What is a beautiful sunrise.

7 commenti:

p ha detto...

Che tristezza...che figura...
e lui se ne frega!!!
Che schifo!!!

Pino Amoruso ha detto...

...il commento precedente è il mio.
Un Abbraccio

Anonimo ha detto...

Il premier italiano è un fenomeno, ma da baraccone del circo degli arroganti stupidi.
Che figura di m... in tutto il mondo!

Franca ha detto...

E' stata una battuta da giullare di corte. Peccato che a pronunciarla è stato il Presidente del Consiglio...

Daniele ha detto...

Posso dire che al'estero la gente abbia comunque chiaro che gli italiani non sono Berlusconi. A parte Carla Bruni che si dichiara "fiera di essere adesso francese". Quello che non capiscono é come gli italiani lo abbiano votato. Ed é qualcosa che francamente non capisco neanche io...

Miryam ha detto...

@ Già Franca, quelli che lo difendono se ne rendono benissimo conto ma non possono fare altro che prendere le sue parti, hanno bisogno di lui per i loro affari e per conservarsi il posto in lista e quindi la poltrona......

Miryam ha detto...

@ Daniele
Sono ormai anni che me lo chiedo anch'io.....sono arrivata al punto di pensare che la maggior parte degli italiani preferisce ignorare chi sia berlusconi.
E poi, diciamo la verità,l'opposizione gli ha dato una non trascurabile mano.....

"L'uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che deve fare marcia indietro e la fa. Quando riconosce un errore commesso, se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze e chiede scusa. Quando riconosce la superiorità di un altro uomo e glielo dice. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura." (da "Il Sindaco del Rione Sanità" Eduardo De Filippo)

Un pò di cambiamenti

Curando un altro blog di politica "La sinistra che Vogliamo " insieme ad un gruppo di amici blogger,questo blog è in effetti una "fotocopia" dell'altro.Per tale motivo ho deciso di apportare alcuni cambiamenti soprattutto nei contenuti.
La politica analizzata criticamente,secondo il mio punto di vista, sarà sempre presente ma,accanto ad essa cercherò di discutere anche di altre tematiche che riguarderanno la società e l'individuo,il pensiero speculativo antico e moderno,i problemi del nostro tempo che possono anche travalicare il campo della politica come "fatto" in se.
Spero di essere compresa da chi mi legge
B L O G I N
R I S T R U T T U R A Z I O N E

VASCO ROSSI _BASTA POCO_