“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare”. (Bertolt Brecht)

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sabato 26 settembre 2009

Umberto Bossi. Medico? Dipende...ma molto meglio il politico


Rileggendo il divertente ed illuminante libro " TRIBU' "di Gian Antonio
Stella la figura che emerge prepotente è quella di Umberto Bossi, medico.
ROTFL

Medico? Dipende.

Sul modulo di iscrizione al Partito COMUNISTA Italiano (PCI !) di Verghera di Samarate si qualifica come tale.
In varie interviste racconta di studi alla scuola Radio Elettra e poi all'università, lavori con cliniche mai avvenuti, collaborazioni con luminari mai esistiti.
Effettivamente a medicina si è iscritto e, come racconta sua sorella, ha anche fatto tre feste di laurea senza essersi laureato.
Dopo il matrimonio annuncia alla moglie che si è finalmente laureato e tutte le mattine esce per andare a lavorare all'ospedale Del Ponte di Varese.
Peccato non fosse vero e la moglie lo scopre.
Qualche anno dopo porta anche la madre all'università di Pavia per la consacrazione ma non la fa assistere.

Si scopre poi che anche questa è una balla e la moglie chiede il divorzio.

Sarebbe solo la triste storia di un italiano medio se non fosse che il tale, pur di non lavorare, ha inventato la «padania» ed ha mobilitato milioni di persone contro «Roma ladrona». C'è qualcuno con un minimo di cultura che può aver preso sul serio un personaggio così?

Sì, anche perchè questa storia non la conosce quasi nessuno. :-))


Per qualche dettaglio in più riporto quanto scritto da Mattia Feltri su La Stampa del 21 luglio 2008:
La sua carriera da studente è qualcosa di spettacolare. Frequentò le medie e si iscrisse allo “Stanislao Cannizzaro” di Rho, istituto tecnico per periti chimici. Sono gli anni in cui - come scrisse Gianantonio Stella in 'Tribù ' - Bossi si allontanò dall’etica severa dei genitori e dalla weltanschauung del mondo agricolo. Anni da scapestrato e donnaiolo.

Tanto è vero che non si diplomò. Ma siccome i ciuchi finiscono in catene, Bossi non abbandonò l’idea di scalare le vette del sapere: "La prima tappa della mia marcia d’avvicinamento alla cultura fu la scuola Radio Elettra di Torino".

La tappa determinante fu la successiva: venticinquenne, si iscrisse a una scuola privata, e quasi trentenne intascò il diploma scientifico.

Non soddisfatto, Bossi provò a diventar dottore, e si cimentò nei corsi di Medicina. Nell’aprile del 1975, l’attempato studente potè infine calzare l’alloro: "Decidemmo di sposarci in agosto. In aprile Umberto diede a tutti la grande notizia: mi sono laureato, presto avrò un impiego come medico. Non facemmo nessuna festa, ma corsi a comprargli un regalo, la classica valigetta in pelle marrone", ricordò intervistata da "Oggi" la prima moglie, Gigliola Guidali. La qual Gigliola, tempo dopo, fiutò la balla. E Umberto, che tutte le mattine usciva di casa destinato allo stetoscopio, confessò: "E’ vero, ma è questione di sei mesi. Poi sarò dottore". I mesi diventarono anni, e sette per la precisione. Trascorsi i quali, perduta la moglie causa divorzio, Bossi condusse la madre a Pavia per la trionfale discussione della tesi; la genitrice, però, attese in auto e le parve sufficiente. Insomma, il babbo di Renzo fece prima a guadagnarsi il titolo di senatore, nel 1987, quando risultava ancora iscritto all’Università.
Uno con una storia scolastica simile si permette anche il lusso di dare giudizi sommari sulla qualità degli insegnanti in base alla provenienza geografica italiana.
Ma lo avete guardato bene in faccia????

"Purtroppo la storia insegna che spesso gli Stati si sono messi nelle mani di pazzi, dittatori da operetta, caricature umane, paranoici orrendi. Quindi non c'è da stupirsi che un Bossi sia arrivato dove sta" Aggiungerei che IL PARLAMENTO E' PIENO DI QUESTI CASI E VORREBBE RIPULITO.
L'uomo della strada non sembra averlo capito e subisce passivamente lo strombazzamento mediatico condizionante, e forse...subliminale, degli organi giornalistico-televisivi dell'unico detentore dell'informazione.
SIAMO IN PIENO PERIODO NEOFASCISTA!!!
"L'uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che deve fare marcia indietro e la fa. Quando riconosce un errore commesso, se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze e chiede scusa. Quando riconosce la superiorità di un altro uomo e glielo dice. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura." (da "Il Sindaco del Rione Sanità" Eduardo De Filippo)

Un pò di cambiamenti

Curando un altro blog di politica "La sinistra che Vogliamo " insieme ad un gruppo di amici blogger,questo blog è in effetti una "fotocopia" dell'altro.Per tale motivo ho deciso di apportare alcuni cambiamenti soprattutto nei contenuti.
La politica analizzata criticamente,secondo il mio punto di vista, sarà sempre presente ma,accanto ad essa cercherò di discutere anche di altre tematiche che riguarderanno la società e l'individuo,il pensiero speculativo antico e moderno,i problemi del nostro tempo che possono anche travalicare il campo della politica come "fatto" in se.
Spero di essere compresa da chi mi legge
B L O G I N
R I S T R U T T U R A Z I O N E

VASCO ROSSI _BASTA POCO_