“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare”. (Bertolt Brecht)

giovedì 14 agosto 2008

BUONE VACANZE

Nell'augurare a tutti "buone vacanze" vi lascio un articolo di Raffaello Masci -La Stampa, che descrive lo stato della scuola come l'ha disegnato questo governo e il suo ministro Gelmini.
La scuola è una tematica seria, non possiamo lasciare la "licenza" di rovinarla ulteriormente.
E poi...dopo le vacanze il pensiero di tanti giovani, ma anche di tanti docenti e personale non docente è rivolto alla scuola...... un "esercito" di persone.....che scuola troveranno? Che scuola si aspettano?
Quali secondo voi le modifiche positive è quelle negative di questo governo per quanto riguarda questo "nevralgico" settore della società ,che dovrebbe essere il primo dei pensieri di una Nazione? I paesi nordici sono i primi in classifica (PISA-OCSE) per i migliori sistemi scolastici, ma ci siamo chiesti quanto investono e come investono nell'educazione e formazione delle giovani generazioni?
Chi volesse lasciare un commento può farlo liberamente, prometto di rispondere a tutti, al mio ritorno tra 10-12 giorni. Un bacione a tutti!!

UN COMMISSARIO PER LA GELMINI
La Gelmini «commissariata» e messa di fronte ad una «mission impossible», come l’ha definita il leader della Cisl scuola Francesco Scrima.
Il ministro ha illustrato ai sindacati l’agenda per la ripresa di settembre e la situazione è sconfortante: una cura dimagrante di tre anni ma la cui tabella di marcia deve essere approntata entro il 31 dicembre.
Tutto l’elenco comincia con l’avverbio «meno»: meno scuole (si parla di 1.600 accorpamenti), meno ore di lezione, meno indirizzi di studio (oggi sono 912), meno risorse per l’autonomia scolastica (e quindi meno libri, meno pc, meno corsi di recupero), meno personale (87 docenti e 43 mila impiegati). «Ma per decidere tutti questi tagli - dice Scrima - occorrono accordi sia con i sindacati per tutto ciò che riguarda la materia contrattuale, sia con gli enti locali che hanno competenza sulla rete scolastica.
E poi, che trattativa è quella in cui i risultati sono già tutti decisi?».Il ministro - dicono i sindacati - è in un vicolo cieco: «o riesce o salta tutto». Tant’è che Tremonti ha voluto affiancarle (articolo 64 della manovra, comma 7) «un comitato di verifica tecnico-finanziaria composto da rappresentanti dei ministeri dell’Istruzione e dell’Economia». «Di fatto l’hanno già commissariata». La sfida più difficile alla quale la Gelmini è attesa è certamente quella della «razionalizzazione» della rete scolastica. Le scuole sono 10.600 distribuite in 46 mila sedi. Un istituto per godere dell’autonomia deve avere un numero di allievi tra i 500 e 900. Moltissimi, però, specie in piccoli centri, sono oggi in «regime di deroga».
Ora l’ipotesi è di alzare il minimo a 600 allievi e di bloccare le deroghe: le 46 mila sedi resterebbero, ma le scuole come istituzioni potrebbero diminuire di circa 1.600 unità. Che vuol dire meno presidi, meno segretari, meno impiegati.
La finanziaria 2007 (approvata a dicembre 2006) prevedeva già tagli per la scuola distribuiti fino al 2009, per un totale di 1,4 miliardi di euro (1.432 milioni per l’esattezza). Il ministro Fioroni provò a fare la prima tranche di riduzioni (535 milioni nel 2007) ma ci riuscì solo in parte. Chiese, e ottenne, che il piano di rientro venisse «rimodulato»: stessa somma ma ridistribuita nel 2008 e 2009. Padoa-Schioppa accettò con la «clausola di salvaguardia», che vuol dire: ci riesci o no io quei soldi te li tolgo. Il conto, per quest’anno, è arrivato a quota 560 milioni.
Ora, dei 44,5 miliardi del bilancio dell’istruzione, 42 (pari al 97% del totale) sono bloccati per le spese di personale e quindi intoccabili, e due vanno a finanziare l’autonomia scolastica (cioè tutto: dai corsi di recupero per i debiti formativi fino ai detersivi per i pavimenti).Il resto sono briciole che si danno alle scuole paritarie (50 milioni circa) e alle spese in conto capitale (che non arrivano a 30 milioni). Conclusione: quei 560 milioni che la Gelmini non si ritroverà disponibili, saranno tolti all’autonomia delle scuole. Per ora la situazione è stato tamponata con una «pezza» da 200 milioni trovata dal Tesoro.
Ma il resto? Bisognerà tagliare, questa volta per davvero.
Con i fondi per l’autonomia si pagano anche i corsi per il recupero dei debiti formativi. Se non si troveranno altri soldi, il ministero teme la marea dei ricorsi, del tipo di quello avvenuto a Torino: poiché la scuola deve fare questi corsi, se non li fa non può nemmeno bocciare. Sarebbe un disastro per il sistema di valutazione.
Ma non è finita, perché al taglio ereditato da finanziarie precedenti (1,4 miliardi entro il 2009), il ministero dovrà aggiungere i 3,2 miliardi (3.188 milioni per l’esattezza) in tre anni varati dalla manovra attuale «e incassati dal ministro - lamentano i rappresentanti dei lavoratori - senza battere ciglio». Come realizzare questi altri risparmi è cosa che il ministro deve decidere entro Natale, aprendo una duplice trattativa, con i sindacati e con le Regioni.
I sindacati dovranno affrontare il taglio agli organici: 87 mila insegnanti in meno (67 mila di Tremonti e 20 mila di Padoa-Schioppa) e 43 mila impiegati, entro il 2011.Le voci su cui incidere le specifica la manovra stessa.
La prima è riformare le «classi di concorso», cioè i raggruppamenti di materie per cui un insegnante si candida a lavorare nella scuola: «italiano e storia», «matematica e fisica», eccetera.
Rivedere questo significa, per esempio, che un insegnante di lettere, non deve insegnare solo «italiano e storia» oppure «latino e greco», ma può fare per una parte di orario la prima cosa e per un altra parte la seconda. Questo eviterebbe il fenomeno degli «spezzoni» di orario dati a più insegnanti e agevolerebbe riduzioni di organico. Un altra questione è quella della riduzione dell’orario.
Soprattutto negli istituti tecnici si può arrivare a 36-40 ore a settimana. Un taglio del monte-ore comporterebbe una riduzione di docenti.Ma occorre rivedere anche l’eccesso di offerta formativa: oggi alla domanda «cosa studi?» un ragazzo può rispondere in 912 modi diversi. Si tratta soprattutto di indirizzi tecnici e professionaliMa su questi il ministero non ha competenza: ce l’hanno le Regioni.
Ma si può trovare un accordo quando alle regioni non sono state ancora trasferite le competenze sulla scuola stabilite dalla modifica del capo V della costituzione?Poi c’è il problema delle scuole da chiudere: altro scoglio impervio. Neppure su questo, però, il ministero non può decidere da solo.

6 commenti:

alfa ha detto...

Buone vacanze!!

Carlo ha detto...

Buone vacanze, Miriam.
Ottimo argomento hai scelto,la scuola è fondamentale per lo sviluppo della società.
Ma a questi governanti da strapazzo interessa altro.

maryna ha detto...

Buone vacanze.....a presto.
Ma davvero questi trattano così la scuola?
Sono dei veri criminali.

Fosca ha detto...

Buone vacanze e buon ferragosto!

Aglaia ha detto...

Ciao,passavo di qui.....
Ho letto alcuni tuoi post,veramente interessanti.
Sulla scuola questo governo sta veramente sbagliando,la sta distruggendo.
Ma si sa un governo di destra non è per la scuola pubblica, vuole solo alfabetizzare i suoi "sudditi"in modo che capiscano sempre di meno e creare una sola piccola classe d'elite, come lo era una volta.
Spero che finalmente gli italiani che lo hanno votato,le famiglie medie,gli operai,gli artigiani,gli agricoltori ecc.ecc. lo capiscono e non si faranno più infinocchiare.
A settembre bisognerà scendere in piazza e lo devono fare soprattutto coloro che hanno votato per berlusca,che ha sistemato solo i fatti suoi, lo devono fare perchè,se hanno un minimo di intelligenza,si dovrebbero sentire un peso sulla coscienza.
Ciao , buone vacanze, ripasserò alla riapertura del blog.

Elia Pirone ha detto...

Ciao Miryam e buone vacanze.
Dai un'occhiata al mio nuovo blog!
http://orizzonteitaliano.myblog.it

"L'uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che deve fare marcia indietro e la fa. Quando riconosce un errore commesso, se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze e chiede scusa. Quando riconosce la superiorità di un altro uomo e glielo dice. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura." (da "Il Sindaco del Rione Sanità" Eduardo De Filippo)

Un pò di cambiamenti

Curando un altro blog di politica "La sinistra che Vogliamo " insieme ad un gruppo di amici blogger,questo blog è in effetti una "fotocopia" dell'altro.Per tale motivo ho deciso di apportare alcuni cambiamenti soprattutto nei contenuti.
La politica analizzata criticamente,secondo il mio punto di vista, sarà sempre presente ma,accanto ad essa cercherò di discutere anche di altre tematiche che riguarderanno la società e l'individuo,il pensiero speculativo antico e moderno,i problemi del nostro tempo che possono anche travalicare il campo della politica come "fatto" in se.
Spero di essere compresa da chi mi legge
B L O G I N
R I S T R U T T U R A Z I O N E

VASCO ROSSI _BASTA POCO_