“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare”. (Bertolt Brecht)

venerdì 10 ottobre 2008

LO SFASCIO DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE

Sorriso da ebate...... questa forse non ha capito che in questo sfascio ci ha messo la sua faccia , non ha capito che si è bruciata, che passerà come il peggior ministro dell'istruzione.

Non è un caso se nessun pedagogista, a partire da Bertagna, ci ha voluto mettere la faccia.

Ma per una che per diventare avvocato si è trasferita a Reggio Calabria, per una che a causa della sua inoperosità è stata sfiduciata dalla carica di presidente del consiglio del comune di Desenzano del Garda nel 2000, deve essere" poca cosa"essere considerata una "sfascista" della scuola pubblica .
Fioroni: la riforma è Gelmini "è molto più di una manutenzione. E' lo sfascio della scuola".

da Tuttoscuola, 8 ottobre 2008
Da ministro a ministro.
Forse le critiche più pungenti alla riforma voluta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che la aveva definita piuttosto una "manutenzione" (si veda l'articolo Gelmini: la mia non è riforma, ma semplice manutenzione), vengono dall'ex inquilino di viale Trastevere ed esponente del Pd Giuseppe Fioroni, che ha dichiarato:
"La riforma della scuola proposta dal governo è molto più di una manutenzione, rappresenta lo sfascio della scuola".

L'ex ministro ha poi spiegato la sua affermazione: "La manutenzione si fa per rendere piu' funzionante ed efficace l'oggetto dell'intervento. In questo caso si sfascia la scuola elementare e la scuola pubblica, senza un progetto educativo e senza un futuro da proporre ai nostri ragazzi, ma semplicemente per risparmiare e fare una manovra di bilancio".
Fioroni è stato anche critico sulla richiesta del voto di fiducia: "Fare il voto di fiducia per la prima volta nella storia repubblicana su elementi che riguardano la scuola e l'ordinamento scolastico non ha precedenti".
Fioroni è poi entrato nel merito del decreto, osservando che si tratta del risultato "di una manovra finanziaria approvata in nove minuti e di un decreto che rende questa scuola inadeguata".
Questa è "una scuola che guarda al passato e obbliga i nostri bambini ad avere gli stessi stimoli che 60 anni fa, nella civiltà post contadina, venivano offerti agli italiani quando avevano bisogno di essere alfabetizzati".
Con questa riforma, saranno "225mila i posti di lavoro tagliati in tre anni", e "si invecchia la scuola, perché avremo il maestro unico di un'età' compresa tra i 55 e i 60 anni, si impoverisce la nostra scuola e si la priva di quelle competenze che davano ai nostri ragazzi il meglio".
Anche Silvana Mura, deputata di Italia dei Valori, ha criticato aspramente la riforma, nel suo intervento alla Camera: "La riforma della scuola che il governo impone con il voto di fiducia si scrive Gelmini ma si legge Tremonti.
A quest'ultimo vanno ascritti i provvedimenti concreti e dannosi come il taglio di 8 miliardi, il maestro unico il taglio di 87.000 cattedre e di 44.500 unità di personale non docente. Della Gelmini invece sono i provvedimenti inutili e la sua inqualificabile assenza oggi in aula avvalora questa tesi".
Un pessimo giudizio è anche quello dell'Udc, che conferma la sua opposizione al decreto scuola: "Se il ministro Gelmini - osserva in una nota Luisa Capitanio Santolini - afferma che non ha realizzato alcuna riforma dà ragione a chi ha criticato il governo per aver introdotto piccole novità buone solo per la propaganda".
La deputata centrista chiede che "l'Esecutivo affronti le vere questioni come l`autonomia, la valutazione delle scuole, la carriera e gli stipendi degli insegnanti e la libertà di scelta educativa, nodi che non si sciolgono con una semplice 'manutenzione'.
Stupisce - conclude Santolini - che il ministro stesso parli di aumento dei servizi alle famiglie, quando nel decreto-legge, peraltro blindato dalla fiducia, non se ne vede nemmeno l'ombra".

tratto e rielaborato da un articolo di Sergio Di Rosa.
L’attuale attacco alla scuola pubblica nasce dalla preoccupazione di chi, occupando posti di privilegio, teme che qualcuno, provenendo dal popolo, possa iniziare a capire il perché questa società è fatta a misura di quegli imbecilli che hanno le tasche piene di soldi.
C’è poco da fare, ma per il ministro Gelmini l’istruzione non è classificabile tra i beni primari, ma tra quelli di lusso!

Questo il sunto delle linee politiche che la responsabile dell’istruzione pubblica ha intenzione di seguire. Sapevamo che questo governo di destra fosse fermamente intenzionato a trasformare il diritto allo studio in una faccenda riguardante solo i ceti abbienti, era cosa nota. Non ci saremmo aspettati, però, una tale celerità nell’applicazione di queste politiche di “classe”.

Adesso il ministro Gelmini va giù duro con le parole: “Troppe classi, troppi insegnanti, troppe ore di didattica”, per una preparazione che, secondo i suoi parametri, non è qualificata!

In pratica, secondo lei, “buttiamo” in mezzo alla strada migliaia di insegnanti e studenti, chiudendo pure le scuole, così tutto migliorerà!

Qui si vuole, con lo sfascio della scuola pubblica, far diventare l’Italia una nazione di analfabeti, dove solo pochi ricchi possono accedere al conseguimento di una istruzione adeguata.

Ma, in fondo, questo non è forse uno degli obbiettivi di questo governo di destra?

Al ministro Gelmini non vuole proprio scendere giù il fatto che le sue “politiche di distruzione di massa” della scuola pubblica provochino le proteste degli insegnati e degli studenti interessati.

All’apertura dell’anno scolasto, infatti, molti professori e studenti hanno protestato contro le politiche di “impoverimento culturale e finanziarie” seguite dall’attuale governo di destra in carica. E in effetti è anche naturale che sia così. Dopo gli annunci del taglio di 87.000 posti tra gli insegnanti che insieme a tecnici e personale ATA toccheranno la soglia dei 150.000 e del continuo sottrarre risorse dalla scuola pubblica per girarle alle scuole private, non credo che il ministro Gelmini si aspettasse degli applausi dai docenti, dagli alunni e dai genitori di questi.

Utilizzando la stessa tecnica seguita da anni dal leader del suo partito di appartenenza, Berlusconi, il ministro fa finta di non vedere l’evidenza dei risultati delle sue politiche e, relativamente alle ultime proteste, parla di strumentalizzazioni.

Credo che mai come in questo caso sia applicabile il vecchio detto: non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.

E porta pure gli occhiali…

IL GIUDIZIO DEI GENITORI



OCCUPIAMO LA SCUOLA


LA RISPOSTA AI CORSI PER "TERRONI"

3 commenti:

maryna ha detto...

Beh,questi stanno smantellando tutto, la scuola per loro è un'azienda come un'altra e se non funziona tanto meglio.
Quanto più il popolo è ignorante tanto più possono fare ciò che vogliono....
Aberrante è che non si vede una protesta vigorosa, come quella contro l'abolizione dell'art.18, almeno fino ad ora, speriamo che si sveglino le coscienze sopite da questi imbroglioni che hanno a cuore soltanto i loro interessi. Ciao!

Franca ha detto...

Esprimo tutta la mia contrarietà alla "riforma" Gelmini, ma sarebbe meglio che Fioroni avesse il buon gusto di tacere...

Anonimo ha detto...

Nessuno è contento di questa riforma, nonostante le tv di berlusconi facciano spot a favore in tutti i programmi.
Vorei chiedere alla signora Franca perchè fioroni dovrebbe tacere,con lui la scuola si avviava verso l'reliminazione del precariato.

"L'uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che deve fare marcia indietro e la fa. Quando riconosce un errore commesso, se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze e chiede scusa. Quando riconosce la superiorità di un altro uomo e glielo dice. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura." (da "Il Sindaco del Rione Sanità" Eduardo De Filippo)

Un pò di cambiamenti

Curando un altro blog di politica "La sinistra che Vogliamo " insieme ad un gruppo di amici blogger,questo blog è in effetti una "fotocopia" dell'altro.Per tale motivo ho deciso di apportare alcuni cambiamenti soprattutto nei contenuti.
La politica analizzata criticamente,secondo il mio punto di vista, sarà sempre presente ma,accanto ad essa cercherò di discutere anche di altre tematiche che riguarderanno la società e l'individuo,il pensiero speculativo antico e moderno,i problemi del nostro tempo che possono anche travalicare il campo della politica come "fatto" in se.
Spero di essere compresa da chi mi legge
B L O G I N
R I S T R U T T U R A Z I O N E

VASCO ROSSI _BASTA POCO_